Come si evince dal precedente articolo sugli anticoagulanti la coagulazione del sangue include numerosi e complessi processi fisici e biochimici che vengono attivati e modulati con estrema precisione onde evitare i disturbi coagulativi che hanno come eventi estremi l’eccessiva coagulazione (trombosi) o la assenza di coagulazione (emorragia).
La maggior parte di noi conosce ormai da tempo l’efficacia antidolorifica dell’aspirina ma, forse, non tutti sanno che il suo maggiore impiego in terapia deriva dall’azione antiaggregante che esercita sulle piastrine.
E non è di certo l’unico farmaco utilizzato allo scopo di mantenere fluido il sangue all’interno dei vasi! Vediamo perché!
Nell’ultimo e terzo appuntamento con l’emocromo, accenniamo all’emoglobina e alle piastrine.

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