Allergia al nichel: tutto quello che c’è da sapere

Tutti hanno sentito parlare almeno una volta di allergia al nichel, una condizione che coinvolge sempre più persone, con conseguenze importanti sulla vita quotidiana. Conoscere le caratteristiche dell’allergia al nichel è fondamentale per affrontare il percorso di prevenzione e per mettere a punto delle soluzioni efficaci a livello alimentare e non solo.

Se vuoi sapere qualcosa di più in merito puoi leggere questo post, che è stato creato per fornire delle informazioni preliminari da approfondire con le indicazioni del proprio medico di fiducia, da consultare sempre prima di prendere qualsiasi decisione relativa alla diagnosi o alla cura.

Per renderti la lettura più agevole è stato preparato un indice, che ti consentirà di orientarti meglio tra un argomento e l’altro.

Indice

Allergia al nichel: le caratteristiche principali

allergia al nichel

L’allergia al nichel è nota a livello scientifico come sindrome da allergia sistemica al nichel. Con questa dicitura vengono inquadrate le reazioni allergiche – configurabili soprattutto in dermatiti da contatto – che si attivano a causa del nichel, il metallo classificato nella tavola periodica con il numero atomico 28.

L’allergia al nichel, i cui sintomi saranno analizzati nei prossimi paragrafi, non rappresenta una condizione invalidante, ma una situazione che a lungo andare può rivelarsi fastidiosa e comunque in grado di provocare disagio. Vediamo ora assieme le cause di questo tipo di allergia.

Tutte le cause

Conoscere meglio una sindrome allergica come quella al nichel significa partire dalle cause. Cosa provoca l’allergia al nichel? Prima di tutto la predisposizione genetica poi, secondo quanto scoperto da un team di ricercatori tedeschi attivi presso l’Università di Giessen, anche il legame tra il metallo e il TLR4.

Il TLR4 è una proteina che fornisce al nostro corpo il via libera per le reazioni del sistema immunitario, che si innescano per esempio quando entriamo in contatto con i batteri.

Il nichel ‘imita’ a tutti gli effetti l’azione dei batteri, determinando una risposta di natura difensiva da parte dell’organismo. Secondo il team di ricercatori che ormai sei anni fa ha condotto questo studio, i risultati fanno ben sperare in quanto possono essere il primo passo verso la creazione di un vaccino in grado d’inibire l’azione del TLR4 quando l’organismo entra in contatto con il nichel.

I sintomi dell’allergia al nichel

L’allergia al nichel – che riguarda circa 6 milioni di italiani con una prevalenza tra la popolazione di sesso femminile – può manifestarsi con sintomi che variano di persona in persona. Quali sono i più comuni?

  • Arrossamento cutaneo
  • Prurito
  • Desquamazioni della pelle
  • Criticità a livello gastrico come per esempio nausea e vomito
  • Insonnia
  • Gonfiore addominale
  • Senso generale di stanchezza e di malessere
  • Afte a livello orale

Questi sintomi devono mettere in allarme e spingere prima di tutto a contattare il proprio medico di fiducia, il quale fornirà tutte le indicazioni per effettuare il test diagnostico.

Come si diagnostica?

Come si diagnostica questo problema? La risposta a questa domanda prevede diverse risposte e una delle più importanti riguarda il Patch Test. Il Patch Test è la più famosa procedura di testing dedicata alla diagnosi dell’allergia al nichel.

Come funziona? Si tratta di un test che si basa sulla risposta della cute al contatto con determinate sostanze, tra le quali appunto il nichel. Dal punto di vista pratico si svolge posizionando sulla schiena piccole cellette in plastica contenenti gli allergeni (il fissaggio avviene tramite un cerotto, e proprio dal termine inglese patch deriva il nome del test).

Le cellette devono essere mantenute ferme sulla cute del paziente per 48-72 ore. Dopo questo lasso di tempo, durante il quale è possibile che venga avvertito del prurito, si procede con la rimozione e si controllano le reazioni della cute al contatto con ciascuna sostanza.

Risulta opportuno specificare che l’esecuzione del patch test non è compatibile con l’esecuzione di terapie cortisoniche.

Dove troviamo il nichel?

Per combattere l’allergia al nichel è necessario non solo conoscerne i sintomi, ma anche avere le idee chiare su dove si trova il metallo.

  • Alimenti: gli alimenti rappresentano il punto di riferimento principale quando si tratta di capire dove si trova il nichel ed evitare di assumerlo. Elencare i cibi con il maggior contenuto di nichel significherebbe aprire un capitolo estremamente lungo, ma si può comunque iniziare a ricordare che il metallo è contenuto in grandi quantità nel cioccolato amaro, nei frutti di mare, nei crostacei, nell’avena, nelle albicocche, nei broccoli, nelle prugne.
  • Accessori: gli accessori sono un altro ambito da tenere sotto stretto controllo quando si parla di allergia al nichel. Orologi, bottoni dei jeans, orecchini, cellulari e tablet: queste sono solo alcune delle opzioni delle quali tenere conto quando si parla di accessori che contengono nichel, e che dovrebbero essere acquistati dopo essersi informati sui materiali che li compongono.

Strategie per contenere i sintomi

Attualmente non esiste una cura definitiva per l’allergia al nichel, ma soltanto alcuni accorgimenti che sono utili nel contenimento dei sintomi (uno tra i tanti è la zeolite attivata, che viene assunta con lo scopo di disintossicare l’organismo dal nichel e da altri metalli).

Cosa si può fare oltre a ciò? Si può ricordare che esistono comportamenti utili, in grado di minimizzare gli effetti dell’allergia al nichel. La cucina è il primo luogo dove è bene stare attenti se si soffre di allergia al nichel. Trovare alimenti completamente privi di questo metallo è praticamente impossibile, ma si può lavorare a livello preventivo scegliendo per esempio di eliminare i cibi in scatola (tonno, carne ecc.) e di evitare di utilizzare per cucinare l’acqua che scende dal rubinetto appena aperto (bisogna farla scorrere un po’).

Quando si fa shopping è poi fondamentale controllare sempre le etichette sui capi e le indicazioni presenti sugli accessori (pensiamo solo alla bigiotteria), così da evitare di acquistare oggetti contenenti grandi quantità di nichel.

Altri consigli pratici

Esistono altri consigli pratici che è bene ricordare se si ha intenzione di affrontare al meglio l’allergia al nichel? Certo che sì! Il primo consiste nel tenere sempre in borsetta della zeolite attivata, che può essere assunta in polvere o sotto forma di tavolette.

Altro consiglio pratico utile è quello che prevede l’utilizzo della carta da forno per ricoprire teglie e padelle quando si cucina. Con l’allergia al nichel si può convivere? Certo! Basta tenere gli occhi aperti sullo stile di vita, senza mai dimenticare l’importanza di controllare la qualità dell’alimentazione quotidiana.

Cosa ne pensi di queste indicazioni?

Ti hanno aiutato a chiarire qualche dubbio sull’allergia al nichel? Puoi lasciare la tua opinione nei commenti e contribuire a migliorare le informazioni della community in merito a questo problema che sta crescendo sempre di più anche nel nostro paese.

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