Integratori Alimentari: Informazione e chiarezza fanno la differenza

Per gli integratori alimentari quale dovrebbe essere il primo pensiero di chi consiglia o vende un prodotto parafarmaceutico?

Cosa bisogna sapere per usare gli integratori alimentari?

immagine di una mano che contiene integratori alimentari in pillole

La cosa più importante è cercare di fare gli interessi del paziente, perché è l’unica strada, si direbbe oggi, sostenibile, che può portare nel lungo periodo vantaggi per tutti: al paziente il vantaggio di migliorare o quanto meno, in caso di assenza di malattia, di tenere stabile il suo stato di salute; al prescrittore, che continuerà a vedere il proprio paziente tornare; e al venditore perché riuscirà a mantenere fedele il suo paziente.

Ma cosa significa fare gli interessi del paziente?

Far questo vuol dire consigliare il prodotto giusto, da usare nel momento opportuno, ma soprattutto da usare per il periodo di tempo esatto, senza promettere che l’assunzione del solo integratore possa portare risultati miracolosi nel giro di poco tempo.

Gli integratori, infatti, possono essere un valido supporto per sostenere il nostro organismo nella vita di tutti i giorni, ma un loro corretto utilizzo risulta tutt’altro che scontato.

Il primo pericolo che si corre è l’abuso del prodotto, che può provocare, su largo periodo, l’accumulo di alcune sostanze (come ad esempio la vitamina A, la vitamina D ed altre similari) che, essendo liposolubili, possono “sostare” nell’adipe.

Normalmente queste sostanze a concentrazioni plasmatiche fisiologiche, svolgono un’azione protettiva sull’organismo e vengono eliminate dall’organismo come qualsiasi altra sostanza presente all’interno di esso; una concentrazione superiore a quella necessaria, invece, può creare un anomalo immagazzinamento delle stesse nel tessuto adiposo, che comporta una espulsione dall’organismo più lenta, e quindi la possibilità che compaiano fenomeni tossici.

E’ scientificamente provato, infatti, che l’uso di vitamine in quantità maggiore di dieci volte rispetto ai fabbisogni giornalieri può produrre effetti farmacologici indesiderati, che possono addirittura risultare tossici.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la de-responsabilizzazione del paziente nel momento in cui questo inizia ad assumere un integratore: l’inizio di un terapia come quella per perdere peso, o come le classiche terapie che si fanno nei momenti di transizione da una stagione all’altra, possono indurre il paziente ad abbassare la tensione e ad adottare comportamenti poco in linea con il mantenimento di un buono stato di salute.

Per tale motivo deve essere ben chiaro che gli integratori vanno intesi non come sostituti di una dieta equilibrata, ma sono un supplemento per favorire il ripristino di alcuni situazioni non fisiologiche, dato che permettono una velocità di assimilazione maggiore rispetto alle stesse sostanze che normalmente vengono assunte attraverso una dieta.

Per essere a posto con la coscienza e con la propria professionalità, bisogna rendere trasparente il valore reale che gli integratori possono avere sulla salute delle persone.

L’informazione viene prima di tutto e bisogna portarla avanti attraverso una descrizione dettagliata delle varie posologie e modalità di somministrazione per ogni prodotto, in maniera tale da poter indirizzare il paziente verso una scelta sempre più mirata.

L’importante è fornire la descrizione dettagliata degli effetti che tutti i tipi di integratori realmente hanno, ma soprattutto accogliere la domanda di chi è in difficoltà e cercare di consigliare nel modo migliore possibile.

Un professionista si vede soprattutto da questo, anche perchè i risultati arrivano col tempo… per tutti!

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