Curare l’Ipertrofia dei Turbinati…con la Chirurgia!

Quando i problemi di respirazione si fanno seri e un naso perennemente congestionato rende difficile anche la respirazione notturna, il problema potrebbe trovarsi proprio nell’ipertrofia dei turbinati.

Parliamo di tre piccole sporgenze ossee disposte in coppia all’interno del naso, rivestite da una mucosa che, se esposta ad agenti esterni dannosi, potrebbe gonfiarsi cronicamente ostruendo i normali canali della respirazione nasale.

Le cause che si possono celare dietro l’ipertrofia dei turbinati sono molteplici e, ne parleremo più diffusamente tra poco, le terapie di tipo farmacologico possono poco o nulla. E qui entra in gioco la chirurgia, che con interventi sempre meno invasivi è ormai in grado di dare risposte convincenti a questo tipo di problematiche.

Ipertrofia: le cause

ipertrofia dei turbinati

L’ipertrofia dei turbinati è una condizione patologica che consiste nel gonfiore cronico dei turbinati, sei sporgenze ricoperte di mucosa disposte in coppia all’interno del naso.

Si tratta di una patologia piuttosto diffusa, le cui cause sono da ricondurre ad alcuni tipi specifici di rinite, all’abuso di determinati spray nasali e, in ultimo, all’esposizione dei condotti nasali all’azione di agenti inquinanti, fumo e condizioni climatiche avverse.

L’ipertrofia dei turbinati ha un decorso rapido e cronico, che causa a chi ne è colpito la necessità di un intervento rapido ed immediato.

I problemi causati dall’ipertrofia

Si tratta principalmente di problemi respiratori: il canale nasale si fa sempre più ostruito e difficile da utilizzare per una corretta respirazione. Molti dei pazienti che ne sono affetti si trovano costretti a respirare dalla bocca, con tutti i problemi che ne conseguono, sviluppando anche problemi di respirazione notturna che possono portare ad apnee e risvegli repentini.

Si tratta di un insieme di problematiche che condizionano radicalmente la qualità della vita dei pazienti, che quindi cercano soluzioni definitive al problema che stiamo affrontando.

I farmaci possono poco o nulla

Si utilizzavano, almeno fino a qualche anno fa, spray nasali basati su steroidi, che avevano, almeno nei casi meno gravi di questa patologia, la capacità di riportare i turbinati in uno spettro di normalità, permettendo al soggetto che ne era afflitto di tornare a respirare con serenità.

Questi rimedi però si sono sempre confermati come poco efficaci per chi è afflitto da ipertrofia grave, motivo per il quale le cure farmacologiche sono oggigiorno quasi sempre accantonate in favore di un intervento di tipo chirurgico.

L’intervento chirurgico: la rimozione

Gli interventi chirurgici di vecchia generazione imponevano al chirurgo manovre piuttosto invasive, piuttosto che tentare una decongestione anche parziale dei turbinati, preferivano una ablazione di queste protuberanze, in genere parziale.

Si tratta però di un intervento impegnativo, con un decorso piuttosto lungo e convalescenze che non sono delle più lineari. Queste complicazioni hanno spinto la scienza medica a mettere a punto nuovi tipi di intervento meno invasivi, che a parità di risultati, offrano al paziente la possibilità di tornare ad una vita normale nel più breve tempo possibile.

Il laser

Lo stato dell’arte per quanto riguarda il trattamento dell’ipertrofia dei turbinati è costituito sicuramente dal laser. Si tratta infatti di interventi molto meno invasivi di quelli tradizionale, che tramite l’utilizzo di laser tarati a particolari frequenze, sono in grado di andare a decongestionare tutte e tre le coppie di turbinati senza operare di bisturi e forbici.

Si ha dunque un intervento, se così possiamo dire, più leggero, con una anestesia non totale e, cosa più importante, con una convalescenza decisamente più breve e meno problematica.

Una scelta in grado di soddisfare tutti coloro che sono colpiti da questa patologia, che diventa, alla luce delle ultime scoperte della medicina, ormai pienamente e facilmente trattabile.

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  1. Bruna Caruso

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