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	<title>Ilbugiardino &#187; Legislazione in Farmacia</title>
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	<description>Informazioni e consigli sulla farmacia</description>
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		<title>Lo Scontrino Parlante resta&#8230;senza parole!</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 19:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Celani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legislazione in Farmacia]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[codice AIC]]></category>
		<category><![CDATA[codice fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[detrazione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Garante della Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[scontrino parlante]]></category>

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		<description><![CDATA[A quasi due anni (1 Gennaio 2008) dall&#8217;entrata in vigore della norma che prevede l&#8217;obbligo di emissione di scontrino fiscale &#8220;parlante&#8221; (per la certificazione dell&#8217;acquisto dei medicinali, ai fini della detrazione Irpef), qualcosa sta cambiando&#8230;
quella che era nata come garanzia di legittimità, al fine di evitare abusi nella deduzione o detrazione fiscale degli importi, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quasi due anni (1 Gennaio 2008) dall&#8217;entrata in vigore della norma che prevede l&#8217;obbligo di emissione di scontrino fiscale &#8220;parlante&#8221; (per la certificazione dell&#8217;acquisto dei medicinali, ai fini della detrazione Irpef), qualcosa sta cambiando&#8230;</p>
<p>quella che era nata come garanzia di legittimità, al fine di evitare abusi nella deduzione o detrazione fiscale degli importi, si scontra, oggi,  con il diritto del cittadino alla <strong>tutela dei propri dati personali</strong>!</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<h2>Cosa dice lo <em>scontrino parlante</em>?</h2>
<p>Per poter detrarre, dalla dichiarazione dei redditi, le spese sanitarie sostenute per l&#8217;acquisto di farmaci o per il pagamento del ticket, sappiamo che non è più sufficiente presentare il semplice scontrino fiscale.</p>
<p>Questo deve essere <strong>&#8220;<em>parlante</em>&#8220;</strong>, ovvero, <strong>deve riportare il codice fiscale</strong> dell&#8217;utilizzatore ultimo del farmaco, <strong>la natura </strong>(e quindi il nome)<strong> del medicinale</strong>, nonché <strong>la quantità dei farmaci acquistati o la quota di ticket </strong>laddove previsto.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-580" title="scontrino-per-unico" src="http://ilbugiardino.info/uploads/scontrino-per-unico-300x255.jpg" alt="scontrino-per-unico" width="300" height="255" /></p>
<p>Con questa modalità, tuttavia, <strong>lo &#8220;scontrino parlante&#8221; dice più di quanto dovrebbe</strong> e, come una vecchia comare intenta a diffondere pettegolezzi, <strong>può rivelare informazioni riservate</strong>, come lo stato di salute e le patologie dei cittadini!</p>
<p>Se a taluni, che hanno la fortuna di fare scarso uso di farmaci, questa &#8220;visibilità&#8221; non crea tanti problemi, molti sono stati coloro che hanno, invece, denunciato la <strong>lesione della loro riservatezza e dignità</strong> al momento di presentare la documentazione fiscale, per la denuncia dei redditi, presso Caf o il proprio commercialista.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-582" title="soldi" src="http://ilbugiardino.info/uploads/soldi-300x184.jpg" alt="soldi" width="300" height="184" /></p>
<h2><strong>Lo <em>scontrino parlante</em> non potrà più dire <em>tutto</em>!</strong></h2>
<p>A seguito di queste segnalazioni il Garante per la protezione dei dati personali ha emesso un provvedimento<strong>, </strong>pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.107 dell&#8217; 8 Maggio 2009, con il quale ha disposto che lo scontrino fiscale non riporti più, a partire dal 1 Gennaio 2010,  lo specifico nome del farmaco acquistato, ma che questo sia sostituito da un <strong>codice alfanumerico</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;Agenzia delle Entrate</strong>, con la circolare n.40 del 30 Luglio 2009, adeguandosi alle richieste del Garante, ha precisato che il codice alfanumerico corrisponderà al<strong> codice AIC</strong> (numero di autorizzazione all&#8217;immissione in commercio) presente sulla confezione del farmaco e rilevabile anche mediante lettura ottica. Questo codice consente, infatti,  di <strong>identificare in modo univoco</strong> ogni singola confezione farmaceutica venduta (dosaggio, somministrazione, presentazione&#8230;) al pari della specificazione in chiaro del nome del farmaco.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-581" title="aspirina" src="http://ilbugiardino.info/uploads/aspirina-300x189.jpg" alt="aspirina" width="300" height="189" /></p>
<p>Pertanto a partire dall&#8217;anno prossimo saranno ammessi <strong>solo gli scontrini che riportano il codice AIC</strong> al posto della denominazione commerciale del medicinale: entro il 1 Gennaio 2010 le farmacie dovranno adeguarsi alle nuove direttive. Nel frattempo il vecchio e il nuovo sistema potranno coesistere.</p>
<p>In questo modo è stata trovata una soluzione in grado di bilanciare il rispetto della dignità della persona e l&#8217;interesse pubblico alla riduzione dei rischi di abusi nelle detrazioni e deduzioni fiscali!</p>
<p>&#8230;e fin qui tutto bene&#8230;ma resta un dubbio: nel momento in cui andremo a compilare la dichiarazione sostitutiva, che certifica la necessità di assumere un farmaco da banco (senza obbligo di ricetta medica), cosa dovremo riportare?</p>
<ul>
<li>Il nome del farmaco o il nuovo codice?</li>
<li>E, nel primo caso, se sullo scontrino ci sarà solo il codice, come faremo a risalire al nome del farmaco corrispondente?</li>
</ul>
<p>E ancora&#8230;se per i farmaci con obbligo di ricetta, si deve presentare anche quest&#8217;ultima, insieme allo &#8220;scontrino parlante&#8221;, ai fini della detrazione.</p>
<ul>
<li><strong> </strong>In che modo si tutela la nostra privacy?</li>
</ul>
<p>In realtà i dubbi sono tanti, ma il nuovo anno è ormai alle porte&#8230;presto avremo delle risposte, spero! <img src='http://ilbugiardino.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>I vantaggi del Generico</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2009/04/30/i-vantaggi-del-generico/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 10:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Celani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classi di Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione in Farmacia]]></category>
		<category><![CDATA[classe A]]></category>
		<category><![CDATA[classe C]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco equivalente]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco generico]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo di riferimento]]></category>
		<category><![CDATA[specialità medicinale]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
		<category><![CDATA[ticket]]></category>

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		<description><![CDATA[Equivalente: medicinale a base di uno o più principi attivi, prodotto industrialmente, non protetto da brevetto, identificato dalla denominazione comune internazionale del principio attivo o,  in mancanza di questa, dalla denominazione scientifica del medicinale, seguita dal nome del titolare dell&#8217;AIC (Autorizzazione all&#8217;Immissione in Commercio), che sia  bioequivalente rispetto ad una specialità medicinale già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Equivalente: medicinale a base di uno o più principi attivi, prodotto industrialmente, non protetto da brevetto, identificato dalla denominazione comune internazionale del principio attivo o,  in mancanza di questa, dalla denominazione scientifica del medicinale, seguita dal nome del titolare dell&#8217;AIC </strong>(Autorizzazione all&#8217;Immissione in Commercio)<strong>, che sia  bioequivalente rispetto ad una specialità medicinale già autorizzata con la stessa composizione  quali-quantitativa in principi attivi, la stessa forma farmaceutica e le stesse indicazioni terapeutiche.</strong></p>
<p>La caratteristica sicuramente più interessante dei farmaci equivalenti è il<strong> costo</strong>, che deve essere<strong> inferiore di almeno il 20% </strong> rispetto a quello della specialità medicinale! Il motivo di questo &#8220;sottocosto&#8221; è semplice: il prezzo di un medicinale brevettato (specialità) deve tener conto dei costi sostenuti dall&#8217;azienda farmaceutica produttrice per scoprire il nuovo principio attivo e formularlo. Scaduto il brevetto sul principio attivo, i medicinali che lo contengono possono essere prodotti e venduti anche da altre aziende farmaceutiche che, non avendo avuto spese di ricerca, non devono recuperare investimenti precedenti. Quindi <strong>il prezzo del farmaco equivalente deve essere più basso!</strong></p>
<p>Questo aspetto economico è molto importante in quanto permette un notevole risparmio sia ai cittadini che al SSN (Servizio Sanitario Nazionale)!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-325" title="risparmio-generici" src="http://ilbugiardino.info/uploads/risparmio-generici.jpg" alt="risparmio-generici" width="438" height="325" /></p>
<p>Il farmaco equivalente che arriva sui banconi delle farmacie ottiene, infatti, dall&#8217;AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) la <strong>stessa classificazione</strong> della specialità medicinale corrispondente: il medicinale equivalente di una specialità che appartiene alla classe A sarà di <strong>classe A</strong>, così come l&#8217;equivalente di un farmaco di <strong>classe C</strong> rientrerà anch&#8217;esso in questa fascia!</p>
<p>Nel caso dei<strong> farmaci di classe A</strong>, ovvero <strong>coperti dal SSN</strong> e quindi gratuiti per i cittadini, sono in vigore regole di rimborso secondo il <strong>prezzo di riferimento</strong>, cioè la somma massima che lo Stato paga per tutti i farmaci inseriti in una determinata categoria (che comprende la specialità e tutti gli equivalenti composti dallo stesso principio attivo). Questo prezzo di riferimento corrisponde al<strong> prezzo più basso del medicinale equivalente in commercio </strong>per quella categoria.</p>
<p>La legge stabilisce che il<strong> farmacista ha l&#8217;obbligo di informare il cliente</strong> sulla possibilità di sostituire il medicinale prescritto dal medico con il generico corrispondente a prezzo più basso (rimborsato interamente dal SSN), e prevede la facoltà per lo stesso farmacista di <em>sostituire il medicinale prescritto dal medico con il generico corrispondente</em>. Questa facoltà del farmacista viene meno solo nel caso in cui il medico prescrittore apponga sulla ricetta l&#8217;indicazione &#8220;<strong><em>non sostituibile</em></strong>&#8220;. Il cittadino è libero di non accettare la proposta di sostituzione e, in questo caso, la <strong>differenza fra il prezzo del medicinale prescritto e quello del generico</strong> di riferimento (<strong>ticket</strong>) sarà a suo carico!</p>
<p>Nel caso dei <strong>farmaci non rimborsabili dal SSN</strong> ma per i quali è necessaria la prescrizione medica (<strong>classe C</strong>), quindi quei medicinali il cui costo è totalmente a carico del cittadino, il cliente può scegliere se acquistare:</p>
<ul>
<li>il prodotto di marca</li>
<li>un <strong>generico </strong>di un produttore che già conosce</li>
<li>il <strong>generico con il prezzo più basso</strong>, avendo così un <strong>risparmio</strong> immediato e, magari, consistente.</li>
</ul>
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		<title>C&#8217;era una volta&#8230;il farmaco generico!</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2009/04/24/cera-una-voltail-farmaco-generico/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 13:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Celani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classi di Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione in Farmacia]]></category>
		<category><![CDATA[bioequivalenza]]></category>
		<category><![CDATA[brevetto]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco equivalente]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco generico]]></category>
		<category><![CDATA[specialità medicinale]]></category>
		<category><![CDATA[vita brevettuale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Battezzato per la prima volta con il nome di generico (introdotto dall&#8217;art. 130, comma 3 della L. 28.12.1995, n. 549) il povero farmaco-copia non ha avuto molto successo, soprattutto qui in patria.
Questa definizione é risultata, infatti, dequalificante!
La scelta di un nome,  si sa, può condizionare l&#8217;intera esistenza di una persona, soprattutto in considerazione della sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Battezzato per la prima volta con il nome di <strong>generico </strong>(introdotto dall&#8217;art. 130, comma 3 della L. 28.12.1995, n. 549) il povero farmaco-copia non ha avuto molto successo, soprattutto qui in patria.</p>
<p>Questa definizione é risultata, infatti, dequalificante!</p>
<p>La scelta di un nome,  si sa, può condizionare l&#8217;intera esistenza di una persona, soprattutto in considerazione della sua influenza nelle relazioni con gli altri. Per questo motivo si doveva pensare ad un nome che avrebbe conquistato le persone, non uno che mettesse da subito dei dubbi sulla sua efficacia o qualità.</p>
<p>Al suo primo affacciarsi a questo mondo il<strong> generico</strong> non è stato accolto da ampi sorrisi e  facce soddisfatte, anzi, tutti lo guardavano come qualcosa di poco definito, non dotato di specificità e di conseguenza <em>non-buono</em>!</p>
<p>La delusione per il povero generico é stata grande&#8230;nessuno lo cercava, pochi lo proponevano e, soprattutto, la maggior parte lo rifiutava.</p>
<p>Così, dopo anni di cocenti delusioni e sconfitte da parte delle più brillanti e note <strong>specialità medicinali</strong>, si decise di ribattezzarlo<strong> farmaco equivalente</strong> (legge n. 149 del 26 luglio 2005), espressione più appropriata perché rimanda all&#8217;idea di un <strong>farmaco esattamente equivalente dal punto di vista qualitativo e quantitativo all&#8217;analogo farmaco brevettato</strong> (o di marca).</p>
<p>Ammantato di un&#8217; aurea di maggior prestigio e sicurezza, il nostro<strong> farmaco equivalente</strong> torna così sui banconi della farmacie con una buona carica di ottimismo, pronto a conquistare il mercato!!&#8221;</p>
<p>A questo punto ci aspetteremmo un &#8220;&#8230;e visse felice e contento!&#8221; ma, ahimè,  la storia non è così semplice&#8230;la strisciante insinuazione secondo cui il farmaco equivalente sarebbe una specie di sottoprodotto dotato di scarsa attività, rallenta certamente  il decollo di questo nuovo mercato. Non dobbiamo dimenticare però che l&#8217;esistenza di interessi anche da parte delle aziende che producono generici contrasta questa tendenza.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-310" title="farmaci-gen" src="http://ilbugiardino.info/uploads/farmaci-gen.bmp" alt="farmaci-gen" /><strong></strong></p>
<p><strong>Cos&#8217;è un farmaco equivalente?</strong></p>
<p>La nascita del farmaco equivalente coincide generalmente con la fine della <strong>vita brevettuale</strong> di un farmaco di &#8220;marca&#8221; o<strong> specialità medicinale</strong>.</p>
<p>Il <strong>brevetto</strong> di un farmaco è un documento che stabilisce il periodo di tempo entro il quale l&#8217;azienda che lo brevetta mantiene l&#8217;esclusività nella commercializzazione. La copertura brevettuale punta a garantire che l&#8217;azienda produttrice abbia un ritorno economico tale da coprire le spese sostenute per lo sviluppo e la produzione del farmaco. In genere il brevetto farmaceutico dura venti anni a partire dalla data di deposito, dopodichè altre aziende possono produrre lo stesso farmaco, che verrà commercializzato con il nome comune del principio attivo anzichè con un nome di fantasia, come il marchio registrato, (es:Paracetamolo alias Tachipirina®).</p>
<p>Il <strong>farmaco equivalente</strong> può essere sia <strong>da banco</strong> (acquistabile liberamente) sia <strong>prescrivibile </strong>(acquistabile solo con ricetta medica), esattamente come la specialità medicinale da cui deriva.</p>
<p>Il <strong>farmaco equivalente</strong> è la <strong>&#8220;copia&#8221; di una specialità medicinale registrata</strong>, quindi deve avere lo <strong>stesso principio attivo</strong>, presente alla <strong>medesima dose</strong>, la <strong>stessa forma farmaceutica</strong>, la <strong>stessa via di somministrazione</strong> e le <strong>stesse indicazioni terapeutiche</strong>. Per queste caratteristiche si dà per scontato che<strong> </strong>il farmaco equivalente sia <strong>sicuro ed efficace</strong> (come già dimostrato dall&#8217;azienda che deteneva il brevetto), quindi la procedura per ottenere l&#8217;AIC (Autorizzazione all&#8217;Immissione in Commercio) è abbreviata e richiede solo le prove di <strong>bioequivalenza </strong>dal farmaco che si intende duplicare (cioè i due farmaci devono in pratica avere lo stesso comportamento una volta assunti e parametri come efficacia terapeutica, potenza d&#8217;azione, tempo di comparsa dell&#8217;effetto e sua durata, nonché effetti collaterali e loro incidenza, devono risultare identici).</p>
<p>Una caratteristica molto importante dei farmaci equivalenti è il <strong>minor prezzo d&#8217;acquisto rispetto alla specialità!</strong></p>
<p>E&#8217; allora spontaneo chiedersi <strong>perché un mercato tanto vantaggioso stenti a decollare</strong>!&#8230;.</p>
<p>&#8230;.lo scopriremo nelle prossime puntate <img src='http://ilbugiardino.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Omeopatici: veri e propri farmaci!</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2009/04/21/omeopatici-veri-e-propri-farmaci/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 12:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Celani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legislazione in Farmacia]]></category>
		<category><![CDATA[Medicine Complementari]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[tessera sanitaria]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Omeopatia diventa disciplina ufficiale!
L&#8217;AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), in linea con le leggi comunitarie vigenti, si appresta a riconoscere l&#8217;ufficialità, dal punto di vista farmacologico, di più di 30 mila prodotti omeopatici!
Questo importante e storico passo, che fa uscire dalla clandestinità un settore finora non sufficientemente regolato, ha lo scopo di &#8220;tutelare appieno la salute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;<a href="http://ilbugiardino.info/2009/03/03/medicina-omeopatica-realta-o-placebo/">Omeopatia</a> diventa disciplina ufficiale!</strong></p>
<p>L&#8217;<strong>AIFA</strong> (Agenzia Italiana del Farmaco), in linea con le leggi comunitarie vigenti, si appresta a <strong>riconoscere l&#8217;ufficialità,</strong> dal punto di vista farmacologico, di <strong>più di 30 mila prodotti omeopatici</strong>!</p>
<p>Questo importante e storico passo, che fa uscire dalla clandestinità un settore finora non sufficientemente regolato, ha lo scopo di &#8220;tutelare appieno la salute dei cittadini&#8221; sulla sicurezza dei farmaci omeopatici. </p>
<p>L&#8217;acquisizione dello status di medicinale per i prodotti omeopatici li sottopone, ai fini della registrazione, alle<strong> stesse regole</strong> in vigore, in Italia, <strong>per tutti i medicinali:</strong></p>
<p>&#8220;<em>Garantire a tutti i cittadini di avere a disposizione medicinali di cui sia verificata la qualità e sicurezza-</em>spiega una nota dell&#8217;Agenzia<em>-ed erogare gratuitamente terapie di dimostrata efficacia nella cura di potologie gravi e croniche, costituisce obiettivo prioritario per l&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco. E&#8217; in tale ottica che <strong>l&#8217;Agenzia vincola la registrazione in Italia di tutti i prodotti medicinali</strong>, indipendentemente dal ruolo terapeutico ad essi attribuito, <strong>alla</strong> <strong>presentazione di un dossier che dimostri il possesso di rigorosi requisiti di qualità e sicurezza</strong></em>&#8220;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-300" title="omeopatici" src="http://ilbugiardino.info/uploads/omeopatici.jpg" alt="omeopatici" width="380" height="254" /></p>
<p>Sono più di 11 milioni gli italiani che fanno uso di prodotti omeopatici, in molti casi senza avere chiare le modalità di assunzione (non c&#8217;è un <em>bugiardino </em>a dare queste informazioni), ma affidandosi al sentito dire o al consiglio di un amico.</p>
<p>In diversi Paesi la medicina omeopatica è stata inserita nei servizi sanitari pubblici, insegnata all&#8217;università ed in parte anche rimborsata. In Italia<strong> solo la regione Toscana</strong> ha riconosciuto l&#8217;omeopatia, l&#8217;ha inserita nei livelli essenziali di assistenza, l&#8217;ha resa disponibile negli ambulatori di ASL e presto anche nell&#8217;Ospedale di Medicina Integrata di Pitignano (Grosseto) che sarà il primo Ospedale al mondo a dotarsi di medici omeopati strutturati nell&#8217;organico dell&#8217;ospedale.</p>
<p>E&#8217; impossibile pensare di ignorare queste realtà, licenziando l&#8217;omeopatia come semplice effetto placebo, non solo per l&#8217;elevato numero di richieste di tali prodotti ma anche e soprattutto per dare garanzie di sicurezza ad una scelta terapeutica che rappresenta una risorsa in più per il paziente. E&#8217; giusto quindi stabilire dei <strong>vincoli normativi chiari a livello nazionale</strong>!</p>
<p><strong>Se l&#8217;omoepatico diventa farmaco, lo posso detrarre?</strong></p>
<p>Dal momento del suo riconoscimento come medicinale, <strong>anche il prodotto omeopatico può essere rimborsato</strong>! Analogamente ai <strong>medicinali acquistabili senza ricetta medica</strong>, anche per gli omeopatici (dopo approvazione dell&#8217;AIFA), sia che vengano acquistati senza ricetta medica che presentando la prescrizione da parte di un medico omeopata, occorre conservare gli scontrini fiscali &#8220;parlanti&#8221; da allegare ad un&#8217;autocertificazione da sottoscrivere al momento della dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Perciò quando andiamo in farmacia ad acquistare un prodotto omeopatico <strong>presentiamo la <a href="http://ilbugiardino.info/2009/03/31/a-cosa-serve-la-tessera-sanitaria/">Tessera Sanitaria</a></strong>!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Integratori Alimentari: detraibili o non detraibili?</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2009/04/15/integratori-alimentari-detraibili-o-non-detraibili/</link>
		<comments>http://ilbugiardino.info/2009/04/15/integratori-alimentari-detraibili-o-non-detraibili/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 09:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Celani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legislazione in Farmacia]]></category>
		<category><![CDATA[detrazione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[integratore alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Diverse patologie possono insorgere in seguito a carenze alimentari di alcuni nutrienti e l&#8217;integrazione rappresenta, in molti casi, la prima forma di terapia.
Integrare significa completare una dieta non corretta, ovvero povera di quei principi nutritivi che l&#8217;organismo non è in grado di produrre e che deve assumere con l&#8217;alimentazione!
Quando si parla di integratori alimentari si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diverse patologie possono insorgere in seguito a carenze alimentari di alcuni nutrienti e l&#8217;<strong>integrazione</strong> rappresenta, in molti casi, la prima forma di terapia.</p>
<p><strong>Integrare</strong> significa <strong>completare</strong> una dieta non corretta, ovvero povera di quei principi nutritivi che l&#8217;organismo non è in grado di produrre e che deve assumere con l&#8217;alimentazione!</p>
<p>Quando si parla di <strong>integratori alimentari</strong> si fa riferimento ad una gamma estremamente ampia di prodotti (integratori vitaminici, integratori di sali minerali, integratori energetici, quelli che sostituiscono il pasto e tanti altri), e prima o poi tutti ci troviamo ad assumerne&#8230;fin dai primi mesi di vita.</p>
<p>Non lasciamoci ingannare, però, dalle proprietà nutrizionali degli integratori, nè dal fatto che è possibile acquistarli senza ricetta medica e in molti casi anche al di fuori delle farmacie&#8230;vanno assunti sempre entro determinati limiti di sicurezza (<strong>durata</strong> , <strong>dosaggi </strong>ed <strong>interazioni</strong>) e tenendo conto delle raccomandazioni e dei consigli degli specialisti!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-290" title="integratore" src="http://ilbugiardino.info/uploads/integratore.jpg" alt="integratore" width="300" height="193" /></p>
<p><strong>Un supporto all&#8217;alimentazione ma un salasso per nostri portafogli</strong>!</p>
<p>Una caratteristica che salta all&#8217;occhio, soprattutto a chi si trova a seguire una prescrizione o a chi fa dell&#8217;integrazione uno stile di vita, è sicuramente il <strong>costo,</strong> considerevole in molti casi, degli integratori alimentari. E&#8217; naturale allora chiedersi se sia possibile <a href="http://ilbugiardino.info/2009/03/31/a-cosa-serve-la-tessera-sanitaria/"><strong>detrarre</strong> <strong>dalle tasse</strong></a> anche la spesa sostenuta per l&#8217;acquisto di questi prodotti, in particolare quando è accompagnata da ricetta medica!</p>
<p>Da farmacista non vi nascondo che a tale proposito le interpretazioni sono state diverse e, in alcuni casi, anche discordanti&#8230;ma &#8220;finalmente&#8221; nel giugno del 2008 l&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate</strong> è stata chiara: <strong>niente sconti Irpef per l&#8217;acquisto di integratori alimentari!</strong></p>
<p>Con la <a href="http://ilbugiardino.info/files/Integratori_Alimentari_Senza_sconto.pdf"><strong>risoluzione n.256/E</strong></a> del 20 Giugno 2008 l&#8217;Agenzia delle Entrate chiarisce che <strong>gli integratori alimentari non beneficiano della detrazione d&#8217;imposta del 19%</strong>, anche se prescritti da uno specialista. Gli integratori infatti &#8220;<em>vengono somministrati, sostanzialmente, per cure dirette ad ottimizzare gli apporti nutrizionali ed a migliorare le condizioni fisiologiche, senza per questo essere considerati dei medicinali. In ragione della loro composizione, gli integratori si qualificano come prodotti appartenenti all&#8217;area alimentare</em>&#8220;, escludendo, quindi, il loro acquisto dalla detrazione del 19%, riconosciuta solo alle spese sanitarie!</p>
<p>L&#8217;assenza, inoltre, di indicazioni scritte che affermino che una dieta equilibrata e variata non sia generalmente in grado di apportare sostanze nutritive in quantità sufficienti, esclude chiaramente la possibilità di equiparare l&#8217;integratore alimentare ad un farmaco!</p>
<p>Quest&#8217;ultimo punto ci porta di conseguenza a riflettere sulla <strong>reale necessità</strong> di integrare la nostra alimentazione&#8230;certo prescrivere un integratore è più semplice che convincere il paziente a seguire una dieta bilanciata e ricca di determinati alimenti, perchè facilmente reperibile, con dosaggi garantiti e realizzabile con il minimo sforzo (ricordarsi di prendere la pasticca!). Quello che si tende a non considerare, oltre alla spesa, è che se non si fanno sforzi per migliorare il proprio stile di vita saremo sempre costretti ad integrare le nostre carenze&#8230;diventando quindi schiavi di un consumo, a volte, non necessario e che, in quanto tale, non prevede sconti!</p>
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		<title>A cosa serve la Tessera Sanitaria?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 13:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Celani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legislazione in Farmacia]]></category>
		<category><![CDATA[detrazione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[scontrino parlante]]></category>
		<category><![CDATA[tessera sanitaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrete certamente notato come ultimamente i nostri portafogli si stiano riempiendo sempre più di tessere (e svuotando di moneta&#8230;ma questo è un altro conto!): carte di credito, postamat, tessere per la raccolta punti (che ormai sono rilasciate da ogni attività commerciale, dal benzinaio alla libreria), abbonamenti&#8230;
Il miraggio di un risparmio conveniente ci porta quasi giornalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrete certamente notato come ultimamente i nostri portafogli si stiano riempiendo sempre più di tessere (e svuotando di moneta&#8230;ma questo è un altro conto!): carte di credito, postamat, tessere per la raccolta punti (che ormai sono rilasciate da ogni attività commerciale, dal benzinaio alla libreria), abbonamenti&#8230;</p>
<p>Il miraggio di un risparmio conveniente ci porta quasi giornalmente a sottoscrivere tessere che infiliamo con distrazione nel &#8220;mazzo&#8221;&#8230;magari dimenticandocene nel giro di una settimana. Non stupisce, quindi, che, alla richiesta della <strong>Tessera Sanitaria</strong>, molti restino interdetti a pensare: &#8220;<em>..e questa quando l&#8217;ho fatta??? Chissà se ce l&#8217;ho dietro? Guarda come adesso non posso avere lo sconto perchè non la trovo!</em>&#8220;&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-262" title="tessera_sanitaria" src="http://ilbugiardino.info/uploads/tessera_sanitaria.jpg" alt="tessera_sanitaria" width="400" height="300" /></p>
<p><strong>Che cos&#8217;è la Tessera Sanitaria?</strong></p>
<p>&#8220;La <strong>Tessera Sanitaria</strong> è una tessera <strong>personale</strong> che sostituisce il tesserino del<em> codice fiscale </em>per tutti i cittadini italiani aventi diritto alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale. La Tessera contiene, oltre ai dati anagrafici ed assistenziali, anche il codice fiscale, sia su banda magnetica che in formato a barre (bar-code), è valida sull&#8217;intero territorio nazionale e permette di ottenere servizi sanitari anche nei Paesi dell&#8217;Unione Europea, in sostituzione del modello cartaceo E111.&#8221; (fonte: sito del Ministero della Salute).</p>
<p><strong>Perché in farmacia è richiesta la Tessera Sanitaria?</strong></p>
<p>Dal 1 Gennaio del 2008 è entrata in vigore la norma contenuta nella legge 296/2006 (legge finanziaria 2007) che prevede l&#8217;obbligo di emissione di <strong>scontrino fiscale &#8220;<em>parlante</em>&#8221; </strong>per la certificazione dell&#8217;acquisto dei medicinali, da utilizzare ai fini della <strong>detrazione Irpef</strong>.</p>
<p>&#8220;Parlante&#8221; vuol dire che sullo scontrino devono essere riportati: il codice fiscale dell&#8217;acquirente, la tipologia e la quantità dei medicinali comprati o la quota di ticket laddove previsto.</p>
<p>Per il rilascio dello &#8220;scontino parlante&#8221; bisogna avere con sè, al momento dell&#8217;acquisto, la propria Tessera Sanitaria, oppure si può comunicare il proprio codice fiscale. La Tessera Sanitaria, infatti, permette, attraverso la lettura immediata del codice fiscale ed il suo trasferimento sullo scontrino, di certificare che si tratta di un medicinale <strong>per uso proprio.</strong></p>
<p>Tale norma, ben lungi dall&#8217;essere una richiesta personale del farmacista (è il cittadino che ha l&#8217;<strong>obbligo</strong> di presentarsi in farmacia con la Tessera Sanitaria), è stata voluta al fine di garantire che non vi fossero abusi nella deduzione o detrazione fiscale degli importi!</p>
<p>Senza TS il farmacista, essendo comunque tenuto a trascrivere il codice fiscale sullo scontrino, sarà costretto a farlo a mano, impiegando più tempo, pertanto averla con sè consente di ridurre i tempi burocratici e di smaltire più velocemente le file che spesso si formano in farmacia e che creano solo disagio&#8230;ai clienti stessi!</p>
<p>Per altro, il 50% di chi si presenta in farmacia, acquista medicinali per conto di altri: per i propri familiari o , nel caso delle badanti, per gli anziani, che rappresentano la categoria che consuma più farmaci in assoluto, o per i non autosufficienti.</p>
<p><strong>Cosa fare se non si è in possesso della TS o se ci si presenta per conto di altri con la necessità di acquistare un farmaco?</strong></p>
<p>In questi casi è possibile risalire al codice fiscale dell&#8217;assistito, inserendo i dati anagrafici dello stesso (Nome, Cognome, Data e Luogo di nascita). Per assicurare un servizio più veloce e più preciso resta comunque la necessità di <strong>portare sempre con sè la TS del destinatario dei medicinali.</strong></p>
<p><strong>Come detrarre le spese sui farmaci.</strong></p>
<p>Ogni anno, dalla dichiarazione dei redditi, si possono <strong>detrarre le spese sanitarie</strong> sostenute per l&#8217;acquisto dei medicinali non rimborsabili o per il pagamento del ticket di quelli mutuabili.</p>
<p>Per prima cosa, ai fini della detrazione fiscale dei <strong>farmaci con obbligo di ricetta</strong>, è fondamentale <strong>conservare l&#8217;impegnativa del medico</strong>. Se questa è stata ritirata dalla farmacia al momento dell&#8217;acquisto (ricetta non ripetibile), allora bisogna metterne da parte la fotocopia. Insieme alla ricetta deve essere conservato lo scontrino fiscale &#8220;parlante&#8221; della farmacia.</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>farmaci da banco</strong> (cioè senza obbligo di ricetta), se sono stati acquistati con la prescrizione medica, per avere la detrazione, è sufficiente allegare alla ricetta lo scontrino fiscale &#8220;parlante&#8221;. In caso contrario si deve compilare una<strong> dichiarazione</strong> sostitutiva di atto notorio in carta semplice che testimoni la necessità di questi farmaci per l&#8217;assistito. L&#8217;autocertificazione è unica per tutti i farmaci acquistati in un anno, da ogni persona che appartiene al nucleo familiare del contribuente.</p>
<p><strong>In cosa consiste la detrazione?</strong></p>
<p>E&#8217; possibile detrarre, ovvero scalare dalle tasse versate, il <strong>19% delle spese</strong> sostenute per <strong>cure mediche</strong> e per l&#8217;<strong>assistenza sanitaria</strong>, calcolate sul reddito annuo. Ma attenzione! La detrazione è applicata solo a somme eccedenti <strong>129,11 euro</strong>!</p>
<p>Detto questo, la prossima volta che il farmacista vi chiederà la Tessera Sanitaria, saprete che non è obbligatoria per avere il farmaco, tantomeno serve per usufruire di uno sconto sull&#8217;acquisto&#8230;è solo un mezzo per certificare l&#8217;uso personale dei farmaci acquistati e per ottenere uno &#8220;sconto&#8221; dalle tasse&#8230;insomma un ulteriore passaggio burocratico che complica, piuttosto che semplificare, il nostro diritto all&#8217;assistenza sanitaria!</p>
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