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	<title>Ilbugiardino &#187; Cosa fare in caso di&#8230;</title>
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	<description>Informazioni e consigli sulla farmacia</description>
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		<title>Raffreddore: quali farmaci usare?</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2010/01/14/raffreddore-quali-farmaci-usare/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 20:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Celani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di...]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi Respiratori]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni Virali]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamenti Farmacologici]]></category>
		<category><![CDATA[catarro]]></category>
		<category><![CDATA[congestione nasale]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[mal di gola]]></category>
		<category><![CDATA[raffreddore]]></category>
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		<category><![CDATA[starnuti]]></category>
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		<description><![CDATA[Starnuti? Gola infiammata? Naso chiuso?
La diagnosi è abbastanza semplice: è in corso un bel raffreddore!
D&#8217;altronde si sa, questo comunissimo malanno è tipico della stagione invernale e se il più delle volte si risolve senza troppe complicazioni, in certi casi può diventare un vero problema…a quel punto è necessario correre ai ripari!
 
Che cos’è il raffreddore?
Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Starnuti? Gola infiammata? Naso chiuso?</p>
<p>La diagnosi è abbastanza semplice: è in corso un bel <strong>raffreddore</strong>!</p>
<p>D&#8217;altronde si sa, questo comunissimo malanno è tipico della stagione invernale e se il più delle volte si risolve senza troppe complicazioni, in certi casi può diventare un vero problema…a quel punto è necessario correre ai ripari!</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong>Che cos’è il raffreddore?</strong></h2>
<p>Come l’influenza, anche <strong>il raffreddore</strong>, o <strong>rinofaringite</strong>, <strong>è una malattia di tipo infettivo provocata da virus!</strong></p>
<p>L’infezione da parte del virus del raffreddore genera un’<strong>infiammazione acuta delle prime vie respiratorie</strong>, in particolare del <strong>naso </strong>e della <strong>gola</strong>, che provoca dilatazione dei vasi sanguigni, fuoriuscita di liquidi e produzione di muco. Tutto questo va ad <strong>ostacolare il passaggio dell’aria</strong> e genera la fastidiosa <strong>sensazione di “naso chiuso”</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>I sintomi del raffreddore comprendono perciò <strong>starnuti</strong>,<strong> produzione abbondante di muco</strong>, <strong>congestione nasale</strong>, <strong>catarro </strong>e <strong>mal di gola</strong>, <strong>tosse</strong>, <strong>mal di testa</strong> e sensazione di <strong>stanchezza</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-590" title="raffreddore" src="http://ilbugiardino.info/uploads/raffreddore1-300x199.jpg" alt="raffreddore" width="300" height="199" /></p>
<p>Una sintomatologia generalmente non grave, e che distingue il raffreddore comune dalla ben più temibile influenza che è caratterizzata anche da un rapido innalzamento della temperatura, brividi di freddo, dolori muscolari.</p>
<h2><strong>Quali farmaci posso acquistare per contrastare il raffreddore?</strong></h2>
<p><strong>Il raffreddore </strong>è causato da virus, quindi <strong>non va mai trattato con antibiotici</strong> (attivi solo in caso di infezione batterica).</p>
<p>In realtà non esistono rimedi che agiscano sulla causa del raffreddore, almeno per ora, e <strong>tutti i farmaci impiegati sono di tipo sintomatico</strong>, tendono cioè ad alleviare i disturbi che ne derivano, primo fra tutti la congestione nasale.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-592" title="naso" src="http://ilbugiardino.info/uploads/naso1-300x222.gif" alt="naso" width="300" height="222" /></p>
<p>In farmacia posso scegliere tra un’ampia gamma di farmaci:<strong> medicinali per alleviare la tosse</strong>, <strong>disinfettanti o antinfiammatori per la gola, liquido salino per fluidificare il muco </strong>ed i richiestissimi (lo dico per esperienza) <strong>decongestionanti nasali</strong>!</p>
<h2><strong>Decongestionanti: consigli d’uso </strong></h2>
<p>Il meccanismo d’azione dei decongestionanti consiste nel far sì che i vasi sanguigni della mucosa nasale si contraggano (sono infatti dei vasocostrittori), limitando la fuoriuscita di liquidi, e quindi riducendo il gonfiore, e diminuendo nel contempo la produzione di muco.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi i decongestionanti vengono usati<strong> localmente</strong>, sottoforma di spray o nebulizzatori, ma sono disponibili anche per<strong> via sistemica</strong> (orale) come capsule, compresse, sciroppi o granulati effervescenti.</p>
<p>Facciamo la conoscenza di questi “impronunciabili” principi attivi! <img src='http://ilbugiardino.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se guardassimo nel famoso armadietto dei medicinali, probabilmente tutti noi scoveremmo almeno un rappresentante di questa classe di farmaci e allora leggeremmo: <strong>fenilefrina</strong>, <strong>oximetazolina</strong>, <strong>nafazolina</strong>, <strong>xilometazolina</strong>, <strong>pseudoefedrina</strong>, <strong>efedrina</strong>, ecc…ecco sono loro, i fidati alleati nella battaglia contro il naso chiuso!</p>
<p>Ma attenzione, <strong>un uso scorretto di questi farmaci può addirittura peggiorare il nostro problema!</strong></p>
<p><strong><img class="aligncenter size-medium wp-image-589" title="spray_nasale--400x300" src="http://ilbugiardino.info/uploads/spray_nasale-400x300-300x225.jpg" alt="spray_nasale--400x300" width="300" height="225" /><br />
</strong></p>
<p><strong> I decongestionanti per uso locale</strong> (spray o gocce)<strong> dovrebbero essere impiegati alla minima dose efficace e per un periodo di tempo non superiore ai 5-6 giorni</strong>. Infatti, se si sospende il farmaco dopo un periodo di uso intenso, per reazione i vasi sanguigni della mucosa nasale si dilatano in misura notevole, peggiorando la congestione!</p>
<p>Se si ha bisogno di un’azione prolungata è meglio ricorrere, allora, alle preparazioni decongestionanti per via orale, che impiegano più tempo per esercitare il loro effetto ma offrono una copertura prolungata nel tempo, senza “effetto rimbalzo”.</p>
<p>Ricordiamo però che sono dei vasocostrittori, quindi cautela per chi soffre di ipertensione!</p>
<p>Mi auguro che chi ha letto questo post sia arrivato fino in fondo…raccomandazioni e consigli d’uso sono “prodotti” difficili da <em>vendere</em>, anche se a costo zero.</p>
<p>L’attenzione del cliente che viene in farmacia si esaurisce con l’emissione dello scontrino e allora le avvertenze diventano eco lontane e i foglietti illustrativi carta straccia…ma dopo due mesi, la stessa persona torna a comprare la dodicesima confezione di spray per il naso perché la congestione da <em>acuta</em> è diventata <em>cronica</em>!!!</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Cosa fare in caso di&#8230;Geloni!</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2009/12/11/cosa-fare-in-caso-di-geloni/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 11:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Celani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di...]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[cortisone]]></category>
		<category><![CDATA[geloni]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Le previsioni meteo avvertono: nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di aria gelida dalla Russia, con un abbassamento consistente delle temperature!
Questo vuol dire che guanti, sciarpe e cappelli, che fino ad ora sono rimasti sepolti ed inutilizzati negli armadi, dovranno essere presto reintegrati nei ranghi, nella perenne battaglia contro brividi, raffreddori ed i ben più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le previsioni meteo avvertono: nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di aria gelida dalla Russia, con un abbassamento consistente delle temperature!</p>
<p>Questo vuol dire che guanti, sciarpe e cappelli, che fino ad ora sono rimasti sepolti ed inutilizzati negli armadi, dovranno essere presto reintegrati nei ranghi, nella perenne battaglia contro brividi, raffreddori ed i ben più temibili <strong>geloni</strong>.</p>
<p>Proteggere le zone del corpo più esposte al freddo, come le estremità, è la prima regola per prevenire queste dolorose infiammazioni della pelle. Lo sa bene chi ne soffre, dal momento che i geloni si ripresentano puntuali ogni inverno a riscuotere il loro tributo.</p>
<h2><strong>Come si riconoscono i geloni?</strong></h2>
<p><strong>Il gelone si manifesta come una chiazza, sulla pelle, gonfia ed arrossata, talvolta screpolata che provoca molto dolore al tatto ed un forte prurito</strong>. Quindi si secca e diventa rosso-violacea, somiglia quasi ad un livido, ma non è stato provocato da un colpo violento. Non raramente queste chiazze possono ulcerarsi, presentare <strong>piaghe </strong>e <strong>bolle</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-573" title="Geloni" src="http://ilbugiardino.info/uploads/Geloni.jpg" alt="Geloni" width="242" height="200" /></p>
<p>Un’altra caratteristica del gelone è la sua localizzazione, infatti, esso <strong>si presenta con più facilità sulle parti del corpo che rimangono esposte e sono più sensibili di altre al freddo</strong>. Quindi i geloni perlopiù compaiono su <strong>mani</strong>, <strong>piedi</strong>, <strong>orecchie</strong>, <strong>naso</strong>, <strong>mento</strong>.</p>
<p>E’ possibile suddividere i geloni in diversi gradi a seconda della gravità:</p>
<ul>
<li>Il primo grado interessa solo l’epidermide, lo strato superficiale della cute, ed è il cosiddetto <strong>eritema gelonico;</strong></li>
<li>Il secondo grado si manifesta con la necrosi (morte) dell’epidermide e la formazione di bolle;</li>
<li>Il terzo grado colpisce il derma, con formazione di piaghe nerastre;</li>
<li>Il quarto grado colpisce le terminazioni nervose, i muscoli ed i tendini distruggendoli.</li>
</ul>
<h2><strong>Tutta colpa del freddo intenso?</strong></h2>
<p><strong>I geloni sono il risultato di una prolungata esposizione al freddo intenso</strong>, tuttavia essi compaiono soprattutto in occasione <strong>di bruschi cali di temperatura</strong>, in quanto il freddo improvviso provoca una vasocostrizione immediata dei piccoli vasi sanguigni, in modo da limitare il più possibile la dispersione di calore, e successiva chiusura di questi. In questo modo la pelle, impoverita, è più esposta agli attacchi del freddo e quindi alla comparsa di geloni, soprattutto nelle aree meno protette e più lontane dagli organi interni (cuore, polmoni, fegato, reni, ecc).</p>
<p>Benché questi meccanismi termoregolatori siano comuni a tutti, solo alcune persone soffrono di geloni.</p>
<h2><strong>Perché?</strong></h2>
<p>In genere i più colpiti sono soggetti predisposti o che soffrono già di malattie circolatorie, nei quali i geloni possono presentarsi anche in stagioni non particolarmente fredde o per semplice immersione degli arti in acqua fredda.</p>
<p>In generale i geloni colpiscono con più frequenza le donne che gli uomini…(la nostra solita fortuna…!)</p>
<h2>Ancora una volta <strong>meglio prevenire che curare!</strong></h2>
<p>E’ molto più semplice prevenire i geloni piuttosto che trattarli, una volta che sono comparsi!</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-574" title="nella neve" src="http://ilbugiardino.info/uploads/nella-neve-300x200.jpg" alt="nella neve" width="300" height="200" /></p>
<p>E per farlo basta applicare alcune semplici regole di vita quotidiana:</p>
<ul>
<li>Non fumare, in quanto il fumo contribuisce alla vasocostrizione periferica;</li>
<li>Coprire le parti più vulnerabili del corpo con tessuti adatti a proteggere la pelle dal freddo;</li>
<li>Evitare di avere le mani umide o bagnate;</li>
<li>Evitare di usare acqua fredda;</li>
<li>Svolgere una moderata attività fisica che vascolarizzi correttamente le estremità;</li>
<li>Seguire una dieta ricca di vitamine.</li>
</ul>
<h2><strong>Come si cura un gelone?</strong></h2>
<p>Qualora il gelone è già comparso, e sia presente <strong>solo infiammazione</strong>,<strong> senza piaghe o bolle</strong>, è possibile applicare sulla parte interessata una crema al cortisone, se invece <strong>è presente una lesione </strong>queste ultime sono assolutamente da evitare, applicando al loro posto pomate antibiotiche (come gentamicina o aureomicina), in modo da evitare infezioni, piuttosto lunghe da guarire. Ecco perché al primo cenno di prurito e arrossamento dovuto ad un gelone, bisogna intervenire tempestivamente.</p>
<p>La terapia delle forme gravi di geloni necessita, invece, di un ricovero in strutture specializzate!</p>
<p>In conclusione, non posso che ribadire il consiglio precedente, ovvero di <strong>prevenire i geloni prima che compaiano</strong>, quindi…non sapete cosa regalare per Natale???</p>
<p>Sciarpe, guanti, cappelli…non passano mai di moda! <img src='http://ilbugiardino.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Colpo di Calore e Colpo di Sole&#8230;che fare?</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 16:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia Celani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosa fare in caso di...]]></category>
		<category><![CDATA[colpo di calore]]></category>
		<category><![CDATA[colpo di sole]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;estate fredda e senza sole non può certo piacere a chi pregusta vacanze al mare e giornate all&#8217;aria aperta&#8230;ma non sempre il solleone è piacevole come ci si aspetta!
Una delle insidie che è bene prevenire in una giornata di sole è l&#8217;innalzamento eccessivo della temperatura corporea.
Se la temperatura del corpo supera, per la presenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;estate fredda e senza sole non può certo piacere a chi pregusta vacanze al mare e giornate all&#8217;aria aperta&#8230;ma non sempre il solleone è piacevole come ci si aspetta!</p>
<p>Una delle insidie che è bene prevenire in una giornata di sole è l&#8217;innalzamento eccessivo della temperatura corporea.</p>
<p>Se la<strong> temperatura del corpo</strong> supera, per la presenza di una temperatura elevata nell&#8217;ambiente esterno o nell&#8217;ambiente di lavoro, i <strong>40-42°C</strong>, si verifica il cosiddetto <strong>Colpo di Calore</strong>, tanto più grave quanto più ci si trova in un ambiente ad <strong>elevata umidità</strong>.</p>
<p>Il colpo di calore è caratterizzato da uno <strong>stato ansioso,</strong> <strong>irritabilità</strong>, <strong>nausea</strong>, <strong>vomito</strong>, <strong>delirio</strong>, <strong>disturbi visivi</strong> e <strong>coma</strong>. Se non si interviene con rapidità può essere letale. Molto spesso i primi sintomi non vengono riconosciuti&#8230;essi iniziano con emicrania, temperatura corporea sopra i 40°C, frequenza del polso accelerata e comparsa di crampi. In particolare la pressione arteriosa tende a cadere per la improvvisa e profusa sudorazione.</p>
<p>La sintomatologia del colpo di calore è ulteriormente aggravata dall&#8217;aumento dell&#8217;umidità dell&#8217;ambiente surriscaldato, perché in questo caso viene impedita la perdita di calore da parte dell&#8217;organismo per evaporazione (che costituisce la principale via di dispersione di calore dell&#8217;uomo), e la pelle diventa secca e arrossata.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-443" title="colpo-di-calore" src="http://ilbugiardino.info/uploads/colpo-di-calore.jpg" alt="colpo-di-calore" width="346" height="212" /></p>
<p>Dal colpo di calore va distinto il <strong>Colpo di Sole</strong> la cui causa, più che l&#8217;elevata temperatura ambientale, è da ricercare nell&#8217;azione diretta delle radiazioni solari e del loro effetto termico sulla regione cranio-nucali.</p>
<p>Questo comporta l&#8217;instaurarsi di una <strong>infiammazione delle meningi </strong>alla quale può seguire <strong>edema cerebrale</strong> ed anche <strong>coma.</strong></p>
<p>Mentre il primo (colpo di calore) si manifesta in persone che lavorano in ambiente aperto, o chiuso surriscaldato e umido, il secondo (colpo di sole) interessa coloro che espongono il capo scoperto per lungo tempo all&#8217;azione dei raggi solari .</p>
<h2><strong>Come comportarsi?</strong></h2>
<p>La precauzione più ovvia è quella di<strong> evitare di esporsi per lungo tempo al sole,</strong> specialmente nelle ore più calde, riducendo al minimo le attività fisiche troppo intense. Quando questo non è proprio possibile, è importante <strong>bagnarsi spesso e bere molta acqua</strong>, o anche <strong>mangiare frutta fresca o qualche gelato</strong>, per mantenere la pelle idratata e aiutare il corpo a regolare la temperatura. Inoltre <strong>proteggere la testa con un cappello</strong>, o anche <strong>bagnare spesso la nuca,</strong> è un mezzo utile per prevenire il colpo di sole.</p>
<p>Se, però, il colpo di calore o di sole ci ha già colpito dobbiamo <strong>chiedere aiuto</strong>, <strong>sdraiarci in un posto fresco ed ombreggiato sollevando le gambe</strong>, <strong>bere acqua</strong> con un pò di sale per far risalire la pressione, <strong>rinfrescare la pelle</strong>, soprattutto la testa.</p>
<p>In questi casi <strong>l&#8217;uso di farmaci antipiretici</strong> (cioè che abbassano la temperatura corporea in caso di febbre, come il Paracetamolo) <strong>non serve</strong>!</p>
<p>Le giornate soleggiate fanno bene allo spirito non meno che al fisico, non possiamo non approfittarne&#8230;ma, anche in questo caso, con le giuste precauzioni.</p>
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