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	<title>Ilbugiardino &#187; Analisi Cliniche</title>
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	<description>Informazioni e consigli sulla farmacia</description>
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		<title>Coagulazione: esami clinici (parte prima)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 23:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Cliniche]]></category>
		<category><![CDATA[coagulazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Come si evince dal precedente articolo sugli anticoagulanti la coagulazione del sangue include numerosi e complessi processi fisici e biochimici che vengono attivati e modulati con estrema precisione onde evitare i disturbi coagulativi che hanno come eventi estremi l&#8217;eccessiva coagulazione (trombosi) o la assenza di coagulazione (emorragia).


Esistono numerosi esami clinici che vengono utilizzati per valutare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Come si evince dal precedente <a title="Anticoagulanti - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/07/09/anticoagulanti-mantenere-sangue-fluido/" target="_blank">articolo sugli anticoagulanti </a>la coagulazione del sangue include numerosi e complessi processi fisici e biochimici che vengono attivati e modulati con estrema precisione onde evitare i disturbi coagulativi che hanno come eventi estremi l&#8217;eccessiva coagulazione (<a title="Trombosi - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trombosi" target="_blank">trombosi</a>) o la assenza di coagulazione (<a title="Emorragia - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emorragia" target="_blank">emorragia</a>).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p><!-- adman --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Esistono numerosi esami clinici che vengono utilizzati per valutare tali processi tra cui i più richiesti:</p>
<p><!-- adman --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<ul>
<li>Piastrine</li>
<li>Tempo di protrombina</li>
<li>Fibrinogeno</li>
<li>D-dimero</li>
<li>Tempo di tromboplastina parziale</li>
<li>Antitrombina III</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Tali esami possono essere utilizzati sia per valutare la fisiologia del paziente ed eventuali patologie in corso sia per monitorare <a title="Anticoagulanti - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/07/09/anticoagulanti-mantenere-sangue-fluido/" target="_blank">l&#8217;attività farmacologica di terapie anticoagulanti od antiaggreganti</a> come descritto nell&#8217;articolo introduttivo alla coagulazione. Vista l&#8217;estrema complessità degli argomenti trattati affronteremo le singole analisi in termini molto superficiali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2>Piastrine</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">Normalmente compreso nell&#8217;esame emocromocitometrico, per il quale rimando all&#8217;<a title="Emocromo - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/03/01/analisi-sangue-emocromo-2/" target="_blank">articolo sull&#8217;emocromo</a>, il valore delle piastrine nel sangue ricopre un ruolo fondamentale nella valutazione della capacità coagulativa. Un abbassamento delle piastrine sotto certi limiti (piastrinopenia) può infatti comportare una minore capacità di formazione del <a title="Introduzione alla coagulazione - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/07/09/anticoagulanti-mantenere-sangue-fluido/" target="_blank">tappo piastrinico</a>. Se il Laboratorio non è dotato di apparecchiature in grado di evidenziare gli aggregati piastrinici (<a title="Vademecum emocromo" href="http://www.laboratoriobugliosi.com/pdf/vad_ema.pdf" target="_blank">vedi vademecum emocromo</a>) è sempre bene procedere, in caso di piastrinopenia, all&#8217;esame dello striscio di sangue periferico (vedi link emocromo) alla ricerca di aggregati piastrinici. Infatti aggregandosi le piastrine potrebbero essere contate per difetto (lo strumento legge meno elementi di quelli presenti).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Un aumento del numero delle piastrine (piastrinosi) può invece comportare un rischio trombotico, ossia la formazione di trombi in maniera eccessiva, col rischio di andare a “tappare”  piccoli vasi provocando interruzioni più o meno prolungate di afflusso sanguigno nei vari distretti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-full wp-image-1719" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/trombo.jpg" alt="trombo" width="300" height="138" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Formazione di un trombo in una vaso già interessato da una formazione aterosclerotica. Notare come i due fattori contribuiscano sinergicamente all&#8217;occlusione.)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2>Tempo di protrombina</h2>
<p><em><span style="font-style: normal"><br />
</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il Tempo di protrombina (o PT)  consiste nella valutazione del tempo di formazione di fibrina partendo da<a title="Fase preanalitica - plasma - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/06/25/come-funziona-laboratorio-analisi/" target="_blank"> un plasma </a>al quale si aggiunge tromboplastina e calcio (elementi inattivati proprio dagli anticoagulanti presenti in provetta). In parole povere si vuole studiare con quale velocità avviene uno degli ultimi passaggi che porterà alla coagulazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1721" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/coagulazione-300x214.jpg" alt="coagulazione" width="300" height="214" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(In blu il processo, bloccato <a title="Fase preanalitica - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/06/25/come-funziona-laboratorio-analisi/" target="_blank">durante la fase preanalitica </a>per ottenere il plasma, che viene attivato dalla tromboplastina portando a formazione di trombina. Notare la complessità dei passaggi coagulativi)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">E&#8217; utilizzata per lo più per monitorare<a title="Terapie anticoagulanti - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/07/09/anticoagulanti-mantenere-sangue-fluido/" target="_blank"> le terapie anticoagulanti a base di dicumarolici o warfarina</a> . Poiché diversi reattivi portano a diversi risultati, nel referto troveremo tre valori:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<ul>
<li>tempo di formazione fibrina, espresso in secondi</li>
<li>tasso (espresso in percentuale)</li>
<li>INR (International Normalised Ratio)</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Quest&#8217;ultimo è un valore normalizzato, ossia calcolato dalla strumentazione sulla base di dati forniti dal produttore del reattivo, che è assolutamente confrontabile seppur eseguito in laboratori diversi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1723" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/effetto-anticoagulante-300x177.jpg" alt="effetto anticoagulante" width="300" height="177" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Effetto dell&#8217;anticoagulante sui singoli valori del tempo di protrombina)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Se si assumono anticoagulanti del tipo di cui sopra il tempo e l&#8217;INR aumentano mentre il tasso diminuisce. E&#8217; il medico specialista a suggerire , caso per caso, il valore di INR ideale per essere “protetti” da eventi trombotici. Un paziente che non assume anticoagulanti avrà un tasso vicino al 100% ed un INR vicino ad 1. Il paziente trattato dovrà avere un INR intorno al 2,5.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><img style="border: 0px initial initial" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/tap-300x72.jpg" alt="tap" width="300" height="72" /></p>
<p><em>(Esempio di risultato.  Il paziente in questo caso NON assume anticoagulanti. )</em></p>
<div><em><br />
</em></div>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nel prossimo articolo parleremo degli altri esami citati in precedenza</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Dott.Mileto Carrubba</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Biologo</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Esami del sangue per la valutazione del fegato</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2010/07/07/esami-del-sangue-fegato/</link>
		<comments>http://ilbugiardino.info/2010/07/07/esami-del-sangue-fegato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 23:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Cliniche]]></category>
		<category><![CDATA[cirrosi epatica]]></category>
		<category><![CDATA[colestasi]]></category>
		<category><![CDATA[fegato]]></category>
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		<category><![CDATA[hcv]]></category>
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		<category><![CDATA[transaminasi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fegato è un organo importantissimo. Svolge funzione di ghiandola, ossia produce sostanze, sia funzione emuntrice, ossia depuratrice. Numerose sono le patologie e le condizioni che ne alterano la struttura e la funzionalità, dalle virosi (Virus epatiti A-B-C, virus mononucleosi, citomegalovirus&#8230;), alla steatosi epatica (accumulo di grasso), ai carcinomi, alle intossicazioni.

A tal fine esistono una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Il <a title="Fegato - wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fegato" target="_blank">fegato</a> è un organo importantissimo. Svolge funzione di ghiandola, ossia produce sostanze, sia funzione emuntrice, ossia depuratrice. Numerose sono le patologie e le condizioni che ne alterano la struttura e la funzionalità, dalle virosi (<a title="Analisi consigliate in gravidanza" href="http://ilbugiardino.info/2010/04/07/screening-preconcezionale-ed-in-gravidanza-analisi-consigliate/" target="_blank">Virus epatiti A-B-C, virus mononucleosi, citomegalovirus</a>&#8230;), alla steatosi epatica (accumulo di grasso), ai carcinomi, alle intossicazioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">A tal fine esistono una serie di esami su sangue volti alla valutazione della funzionalità epatica da  integrare ulteriormente con diagnostica per immagini (es. ecografia).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-full wp-image-1686" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/fegato.jpg" alt="fegato" width="300" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Posizionamento e dimensioni del fegato nella cavità addominale)</em></p>
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Esami clinici</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<ul>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Bilirubina</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Transaminasi Got/Gpt</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">GgT</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Ferritina</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Colinesterasi – pseudocolinesterasi (CHE)</div>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-full wp-image-1687" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/provette1.jpg" alt="provette" width="300" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Bilirubina</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">La bilirubina è il prodotto della degradazione del&#8217;emoglobina che avviene per lo più a livello epatico. Possiamo rilevare due frazioni della bilirubina: coniugata o diretta (post-epatica) e non coniugata od indiretta (pre-epatica). Normalmente la bilirubina circolante è in maggior misura non coniugata in quanto questa viene captata dal fegato, coniugata e subito escreta con la bile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1688" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/bile-300x240.jpg" alt="bile" width="300" height="240" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Rappresentazione schematica del fegato e dei dotti biliari. E&#8217; facile immaginare come facilmente possano essere ostruiti ad esempio dall&#8217;accumulo di grasso nel tessuto circostante)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Un aumento di bilirubina può avvenire in due casi: se c&#8217;è maggiore produzione o c&#8217;è un danno epatico. Il primo caso è quello dell&#8217;aumentata emolisi: i globuli rossi per qualche motivo vengono degradati più velocemente ed il fegato produce più bilirubina dall&#8217;emoglobina derivante l&#8217;emolisi. Il secondo caso può avere molte cause tra cui il danno cellulare epatico (tossine, virus&#8230;) o la sindrome di Gilbert, dovuta ad un difetto dell&#8217;enzima che capta nel fegato la bilirubina non coniugata. Qualora si osservi un aumento della bilirubina coniugata o diretta (post-epatica) bisogna orientarsi verso un problema di flusso biliare (che ricordiamo deriva dalla bilirubina non coniugata successivamente captata dal fegato). Tale fenomeno potrebbe far pensare a problemi meccanici nel complesso sistema di canalicoli biliari di ostruzione (es: carcinoma, colestasi gravidica, parassitosi&#8230;).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2 style="margin-bottom: 0cm">CHE</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il fegato, come detto in precedenza, ha anche la funzione di ghiandola. Infatti produce moltissime proteine; <a title="Protidogramma elettroforetico - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/03/12/elettroforesi-proteica-protidogramm/" target="_blank">consiglio la lettura dell&#8217;articolo sul protidogramma elettroforerico</a>. Una di esse, la colinesterasi, viene utilizzata come indice di valutazione dell&#8217;attività protidosintetica epatica (“quante proteine produce il fegato?”). Va da se che una diminuzione della colinesterasi potrebbe indicare un sofferenza del fegato che non riesce a produrre correttamente la giusta quantità di proteine.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Ferritina</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">La ferritina è una proteina prodotta dal fegato deputata a deposito di ferro. Relativamente alle patologie epatiche va segnalato il fatto che un aumento può significare danno epatico (intossicazione da alcol, epatiti, cirrosi) o malattie neoplastiche.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/fegato-grasso-300x261.jpg" alt="fegato grasso" width="300" height="261" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Immagini comparative: a sinistra fegato sano a destra con steatosi &#8211; fegato grasso. Notare come anche a livello cellulare &#8211; immagini superiori &#8211; il grasso bianco prema sulle cellule causandone la compressione e spesso la rottura)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Transaminasi GOT/GPT</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">Le transaminasi sono enzimi presenti nelle cellule di molti organi. Un loro alto valore nel sangue può essere espressione di un danno cellulare. GOT sta per glutammico-ossalacetico-transaminasi e viene anche definita AST aspartico.transaminasi. GPT sta per glutammico-piruvico-transaminasi e viene anche definita ALT alanina transaminasi. Sono molto presenti nel fegato e nel tessuto muscolare cardiaco. Le GOT sono più presenti nel cuore, le GPT nel fegato.</p>
<h2>GgT</h2>
<p>La gamma-glutamil-transpeptidasi è un <a title="Enzima - wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enzima" target="_blank">enzima</a> (ossia una proteina che interviene in reazioni chimiche) che è presente a livello cellulare soprattutto nel fegato. Un aumento nel sangue di tale valore può indicare un danno epatico cellulare per lo più da sostanze tossiche. Tipico il caso di epatopatie da assunzione eccessiva di alcol o farmaci. Può aumentare anche in caso di ostruzione biliare o peggio di carcinoma epatico.</p>
<p><em>Dott. Mileto Carrubba</em></p>
<p><em>Biologo</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come funziona un laboratorio analisi &#8211; seconda parte</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2010/06/30/laboratorio-analisi-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 23:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Cliniche]]></category>
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		<category><![CDATA[biologo]]></category>
		<category><![CDATA[codice a barre]]></category>
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		<category><![CDATA[direzione tecnica]]></category>
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		<category><![CDATA[referto]]></category>
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		<category><![CDATA[validazione referto]]></category>
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		<description><![CDATA[Continuiamo la nostra breve &#8220;visita&#8221; virtuale in un laboratorio analisi cliniche.
Dopo la fase preanalitica comincia la fase di analisi vera e propria.
Fase Analitica
I campioni , provette e quant&#8217;altro, vengono indirizzati ciascuno nell&#8217;area di competenza (es. ematologia, sierologia, batteriologia&#8230;) dove verranno analizzati con metodi automatici, semiautomatici o manuali. E&#8217; intuitivo capire già dal nome quanto intervenga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuiamo la nostra breve &#8220;visita&#8221; virtuale in un laboratorio analisi cliniche.</p>
<p>Dopo la fase preanalitica comincia la fase di analisi vera e propria.</p>
<h2>Fase Analitica</h2>
<p>I campioni , provette e quant&#8217;altro, vengono indirizzati ciascuno nell&#8217;area di competenza (<em>es. ematologia, sierologia, batteriologia&#8230;)</em> dove verranno analizzati con metodi automatici, semiautomatici o manuali. E&#8217; intuitivo capire già dal nome quanto intervenga l&#8217;operatore nell&#8217;analisi. Ritengo importante ricordare quanto, ormai, sia utilizzato il metodo del codice a barre per mantenere una filiera di tracciabilità del campione.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1668" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/IMG_0006-300x225.jpg" alt="IMG_0006" width="300" height="225" /></p>
<p><em>(Un &#8220;rack&#8221;, ossia un porta provette, in questo caso di sangue intero per emocromi. Notare che il rack ha delle posizioni numerate da codici a barre che verranno abbinate poi, nello strumento, con i codici a barre delle provette)</em></p>
<p>Per le analisi <strong>quantitative</strong> o <strong>semiquantitative</strong> (invito alla lettura dell&#8217;articolo sull&#8217;<a title="collegamento esterno" href="http://ilbugiardino.info/2010/04/09/lettura-referti-analisi-cliniche/" target="_blank">interpretazione dei refert</a>i) sono necessari due processi fondamentali:</p>
<ul>
<li>calibrazione</li>
<li>controllo</li>
</ul>
<h2>Calibrazione</h2>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1669" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/curva-di-calibrazione-300x255.gif" alt="curva di calibrazione" width="300" height="255" /></p>
<p><em>(Esempio di calibrazione: ad ogni punto letto  viene associato nello strumento un valore noto. Si traccia una retta o curva e alle prossime letture si saprà quale valore associare)</em></p>
<p>La calibrazione consiste  nella<strong> taratura</strong> dello strumento e nella fattispecie della metodica sullo strumento (esempio: calibro il nuovo lotto di reattivo di creatinina sullo strumento che la esegue).  Questa va eseguita ogni volta che si utilizza un nuovo lotto di reattivo ed con scadenze consigliate dalle case produttrici. Alcuni reattivi sono stabili per settimane , alcuni per poche ore per cui vanno tarati ogni giorno.</p>
<h2>Controllo</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1671" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/controllo-veq1.bmp" alt="controllo veq" /></p>
<p><em>(Esempio di controllo VEQ. Appare evidente che nei mesi di settembre e dicembre le cose non sia andate per il verso giusto per tale analita. Tali tipi di controllo sono utilissimi a mantenere un alto standard di qualità)</em></p>
<p>Il controllo consiste nell&#8217;esecuzione di test su un campione a concentrazione nota e nella valutazione del suo scostamento dal valore previsto.</p>
<p>E<em>sistono due tipi di controllo</em>: <strong>controllo interno</strong> e <strong>controllo esterno</strong> (o <strong>VEQ</strong> &#8211; valutazione esterna di qualità). Per legge (<em>e buon senso</em>) sono obbligatori ambedue con cadenze definite. I controlli interni, per buona norma andrebbero eseguiti ad ogni seduta analitica (per validare i test in quanto le variabili ambientali e strumentali cambiano di seduta in seduta).</p>
<p>I controlli esterni vengono di norma effettuati su campioni inviati, tipicamente da aziende ospedaliere o centri di ricerca accreditati, in contemporanea a molti laboratori (<em>si parla in questo caso di &#8220;pool ematici&#8221; nel senso che per ovvi motivi di volume vengono miscelati più prelievi</em>). I risultati ottenuti verranno poi analizzati da tali aziende che rilasceranno l&#8217;attestato di partecipazione e valutazioni sulla bontà del laboratorio.</p>
<p>Per ciò che riguarda i <strong>test  qualitativi</strong>, contengono nei kit il controllo positivo e negativo che andrebbe eseguito con una certa regolarità.</p>
<p>L&#8217;utilizzo dei controlli in maniera continuata e regolare mette al riparo il laboratorio da errori (<em>spesso imprevedibili e difficili da individuare</em>) e da la possibilità di rispondere ad eventuali reclami o dubbi sulla bontà dei risultati ottenuti.</p>
<p>Al termine delle analisi il tecnico addetto esegue una <em>validazione primaria</em> dei dati, controllando che la sessione di lavoro sia stata regolare e che i controlli sia nei range previsti. Successivamente i dati vengono inviati al sistema gestionale, ossia il software centralizzato che permetterà la stampa dei referti.</p>
<h2>Refertazione</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1676" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/referto.bmp" alt="referto" /></p>
<p><em>(Ecco un esempio di referto, il prezioso prodotto finale di tanto lavoro)</em></p>
<p>A questo punto, confluiti tutti i dati nel software gestionale, entra in scena la direzione tecnica che valida uno ad uno i referti.</p>
<p>Come è facile immaginare si tratta della fase più delicata in quanto è l&#8217;ultima prima dell&#8217;uscita dei dati.</p>
<p>Il compito della direzione in tal senso è sia quello di verificare che i processi descritti in questo e nell&#8217;articolo precedente, si siano  succeduti regolarmente, sia la compatibilità del referto con l&#8217;utente ad esso associato.</p>
<p>Ad esempio sarà soggetto a ripetizione un referto di un ragazzo senza particolari sintomi con 250 mg/dL di glicemia come lo sarà un referto di un diabetico conclamato con 60 mg/dL di glicemia. Inoltre sarà cura del direttore in questa fase controllare lo storico dei dati del paziente ed eventualmente integrare i dati di anamnesi forniti in fase di accettazione con una breve intervista telefonica.</p>
<p>Il referto può essere consegnato in forma cartacea o sempre più diffusamente in forma elettronica attraverso email o accesso al sito del laboratorio stesso.</p>
<p>La trattazione in questi due articolo è stata volutamente superficiale e panoramica ma è stata svolta con l&#8217;idea di dare una visione del tipo di lavoro che si svolge in un laboratorio di analisi.</p>
<p>Esistono inoltre laboratorio a più unità operative specialistiche <em>(vedi grandi ospedali)</em> dove, quanto descritto, viene ripetuto per ogni singola unità, validato da ogni direttore specializzato ed alla fine dal direttore tecnico.</p>
<p><em>Dott.Mileto Carrubba</em></p>
<p><em>Biologo</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come funziona un Laboratorio analisi: la &#8220;fabbrica dei referti&#8221;</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2010/06/25/come-funziona-laboratorio-analisi/</link>
		<comments>http://ilbugiardino.info/2010/06/25/come-funziona-laboratorio-analisi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 23:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Cliniche]]></category>
		<category><![CDATA[fase analitica]]></category>
		<category><![CDATA[fase preanalitica]]></category>
		<category><![CDATA[glossario farmacologico]]></category>
		<category><![CDATA[plasma]]></category>
		<category><![CDATA[provette ematiche]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella che segue è la descrizione sommaria dei processi che intervengono in un laboratorio analisi di base e la spiegazione di alcuni termini utilizzati dai professionisti ma importanti anche per gli utenti finali.

Le fasi tipiche di un laboratorio analisi sono quattro:

accettazione
fase preanalitica
fase analitica
refertazione

Normalmente tutto parte dalla richiesta del proprio medico o dello specialista che prescrive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Quella che segue è la descrizione sommaria dei processi che intervengono in un laboratorio analisi di base e la spiegazione di alcuni termini utilizzati dai professionisti ma importanti anche per gli utenti finali.</p>
<p><!-- adman --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Le fasi tipiche di un laboratorio analisi sono quattro:</p>
<ul>
<li>accettazione</li>
<li>fase preanalitica</li>
<li>fase analitica</li>
<li>refertazione</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm">Normalmente tutto parte dalla richiesta del proprio medico o dello specialista che prescrive le analisi da eseguire su <strong>ricetta bianca</strong> o su <strong>ricette rosse </strong>(esami eseguibili in convenzione; Ogni regione ha regole diverse in tal senso).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nulla vieta però di recarsi autonomamente presso il laboratorio<em> </em>ed eseguire degli esami, facendosi magari consigliare dal personale incaricato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1641" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/ricetta-300x225.jpg" alt="ricetta" width="300" height="225" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Ricetta medica per prescrizioni. Convenzionata col Servizio Sanitario Nazionale)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em> </em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2>Accettazione</h2>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1643" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/accettazione1-300x225.jpg" alt="accettazione" width="300" height="225" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Segue la fase di accettazione, nella quale la segreteria formalizza la richiesta di analisi. Già in questa fase t<em>utta una serie di dati parte per le sale prelievi e per il laboratorio</em>, nella fattispecie viene creato un <strong>ID UNIVOCO</strong> (un numero – una sequenza alfanumerica) che permette di rispettare due punti fondamentali: la tracciabilità e la privacy. Immaginiamo ad esempio che il nostro sig. Rossi abbia l&#8217;ID 95240610 (utente 95 del 24 giugno 2010). Questo numero come potete notare è assolutamente UNIVOCO, nel senso che mai in quella struttura ci sarà un altro numero 95 di quel giorno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1644" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/id-univoco-225x300.jpg" alt="id univoco" width="225" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Provetta primaria tipo -ossia proveniente da prelievo &#8211; con numero del giorno, 41, id univoco 214134 e codice a barre di tale id. Il codice a barre verrà letto direttamente dalle strumentazioni automatizzate)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Inoltre spesso viene prodotta una serie di codici a barre con tale numero da applicare alle provette della sala prelievi o ai campioni consegnati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Come osserveremo più in la, molte macchine riescono a leggere tali codici a barre ed a prelevare in maniera automatica i campioni dalle <strong>PROVETTE PRIMARIE</strong> (ossia che derivano dal prelievo senza &#8220;travasi&#8221;). Ciò assicura la tracciabilità. Successivamente si consegnano eventuali campioni (si rimanda in tal senso <a title="Preparazione campioni per laboratorio - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/04/21/campioni-biologici-esami-clinici/" target="_blank">all&#8217;articolo sui campioni</a>) e si procede al prelievo ematico, per il quale verrano utilizzate provette con l&#8217;ID univoco di cui sopra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1649" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/prelievi-300x225.jpg" alt="prelievi" width="300" height="225" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Ecco un&#8217;immagine che incute spesso ansia: la chiamata alla sala prelievi)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Come avrete certo notato, le provette non sono tutte uguali. Infatti hanno <em>tappi di diverso colore</em>, dipendenti dalla casa produttrice.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ogni tipo di provetta ha una forma o un additivo particolare, per lo più anticoagulanti. Infatti per alcune analisi si necessita di SIERO, per alcune di PLASMA e per altre di SANGUE INTERO.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1646" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/provette-300x225.jpg" alt="provette" width="300" height="225" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Ogni tipo di provetta, in base alla sostanza contenuta, ha un tappoi di colore diverso. Il contenuto può essere un anticoagulante od un gel, che in fase di centrifugazione, avendo densità intermedia tra le cellule ed il siero, mi separi le due frazioni)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Il <strong>siero</strong> è la parte liquida del sangue ottenuta a seguito della formazione del coagulo, il <strong>plasma</strong>, a differenza del siero, è la parte liquida del sangue non coagulato. Il <strong>sangue intero </strong>contiene oltre alla parte liquida, la frazione corpuscolata, ossia le cellule.</p>
<h2>Fase Preanalitica</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">A questo punto le provette ed i campioni vengono inviati in laboratorio. In questa fase i campioni vengono preparati per le analisi vere e proprie. I campioni di siero e plasma vengono <em>centrifugati</em>, ossia fatti girare a velocità molto alte per far separare velocemente la fase liquida dalle cellule.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1647" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/centrifuga-225x300.jpg" alt="centrifuga" width="225" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Centrifuga da banco per provette da siero. E&#8217; possibile impostare tempi e velocità di rotazione. Inoltre, nelle più evolute, anche l&#8217;accelerazione iniziale ed il rallentamento finale)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">I campioni consegnati dagli utenti (urine, feci&#8230;) vengono consegnati ai tecnici preposti alla preparazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Nel prossimo post analizzeremo la fase analitica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Dott.Mileto Carrubba</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Biologo</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Omocisteina ed MTHFR: prevenzione cardiovascolare</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2010/06/18/omocisteina-mthfr-prevenzione-cardiovascolanre/</link>
		<comments>http://ilbugiardino.info/2010/06/18/omocisteina-mthfr-prevenzione-cardiovascolanre/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 23:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Cliniche]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[cardiovascolare]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
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		<category><![CDATA[mutazione]]></category>
		<category><![CDATA[omocisteina]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina B]]></category>

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		<description><![CDATA[Come diceva una pubblicità anni 80 &#8220;...prevenire è meglio che curare.&#8221; Questo detto è estremamente attuale nella medicina odierna ed a maggior ragione in campo cardiovascolare.

Da sempre infatti si è alla ricerca di esami che possano prevedere l&#8217;insorgenza della malattia e definire la predisposizione del soggetto a contrarla nel tempo.

Sin dagli anni 80 sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Come diceva una pubblicità anni 80 &#8220;..<em>.prevenire è meglio che curare.</em>&#8221; Questo detto è estremamente attuale nella medicina odierna ed a maggior ragione in campo cardiovascolare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Da sempre infatti si è alla ricerca di es<em>ami che possano prevedere l&#8217;insorgenza della malattia e definire la predisposizione del soggetto a contrarla nel tempo</em>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-full wp-image-1620" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/Salute-cardiovascolare.jpg" alt="Salute cardiovascolare" width="291" height="412" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sin dagli anni 80 sono state investite molte energie in quella che sembrava essere un indicatore di rischio vascolare addirittura migliore del colesterolo: l&#8217;<strong>omocisteina</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2>Omocisteina: breve panoramica</h2>
<ul>
<li>valori normali: fino a 13 micromoli/L</li>
<li>rischio intermedio: 13-60 micromoli/L</li>
<li>alto rischio: superiore a 60 micromoli/L</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;omocisteina è un aminoacido , normalmente presente nel nostro sangue, che deriva da un&#8217;altro aminoacido chiamato <em>metionina</em>, normalmente introdotto con l&#8217;alimentazione. Quello che si può affermare con certezza è che ad<strong> un aumento del valore ematico di omocisteina corrisponde un aumentato rischio di malattia cardiovascolare</strong>. Segnalo inoltre che l&#8217;iperomocisteinemia risulta anche correlata con altre patologie tra cui:</p>
<ul>
<li>demenza senile</li>
<li>ritardo dell&#8217;intelligenza in bambini in età scolare</li>
<li>rischio di malformazioni feto in gravidanza</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1629" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/Implicazioni-iperomocisteina.png" alt="Implicazioni iperomocisteina" width="300" height="117" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sono ancora fumosi i meccanismi biochimici che stanno alla base di queste osservazioni. Primo fra tutti la reale responsabilità dell&#8217;omocisteina stessa nel patologia (ossia: &#8220;<em>e&#8217; l&#8217;omocisteina la causa?</em>&#8220;). Sebbene sia stato dimostrato in alcuni studi che l&#8217;omocisteina abbia capacità di influire negativamente sulla salute vascolare (soprattutto sulla integrità delle pareti delle vene ed arterie), il suo significato clinico ufficialmente riconosciuto è quello del &#8221; campanello d&#8217;allarme&#8221;. Recenti studi hanno infatti dimostrato che diminuire il valore di omocisteina ematica somministrando vitamina B od acido folico non abbassa la probabilità di contrarre una malattia cardiovascolare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2>Omocisteina: com&#8217;è regolata nel sangue?</h2>
<p><img style="border: 0px initial initial" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/omocisteina.jpg" alt="omocisteina" width="300" height="406" /></p>
<p><em>(Metabolismo dell&#8217;omocisteina)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Come dicevamo l&#8217;omocisteina deriva direttamente dalla metionina, assunta con l&#8217;alimentazione. A sua  volta<a title="Biochimica dell'omocisteina (inglese)" href="http://www.ion.ac.uk/archives/224_homocysteine.html" target="_blank"> l&#8217;omocisteina viene &#8220;smaltita&#8221; attraverso due processi biochimici</a>: <em>il primo</em> che utilizza un enzima<em> <strong>CBS</strong></em><em> </em>(Cistationina beta sintasi) che necessita per funzionare della Vitamina B6 e B2; i<em>l secondo utilizza l&#8217;</em><em><strong>MTHFR</strong></em>. Questa seconda via utilizza tra l&#8217;altro la Vitamina B12 e l&#8217;acido folico. Per cui un aumento di omocisteina nel sangue è dato da un difetto nei processi di eliminazione della stessa motivo per cui sempre più spesso viene utilizzato come screening lo studio delle mutazioni del gene MTHFR, ossia la sequenza nel nostro DNA deputata alla produzione della proteina MTHFR.</p>
<h2>MTHFR</h2>
<p>L&#8217;acronimo MTHFR sta per &#8220;Metilen-tetra-idro-folato-reduttasi&#8221;.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1625" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/DNA-300x225.jpg" alt="DNA" width="300" height="225" /></p>
<p><em>(Nel caso della MTHFR si ricercano mutazioni a livello genico, ossia sul DNA. Tali mutazioni porteranno a produrre enzimi MTHFR meno funzionanti con conseguente iperomocisteinemia)</em></p>
<p>Dietro questo nome così complesso si cela l&#8217;enzima cardine per lo &#8220;smaltimento&#8221; dell&#8217;omocisteina, per cui una sua carenza o modifica può far aumentare il valore di omocisteina nel sangue.</p>
<p>Più precisamente vengono studiate due mutazioni note (677TT e 1298CC). Tenendo conto che ciascuno di noi ha una coppia di ciascun cromosoma &#8220;1&#8243; <em>(vedi figura)</em> i risultati possibili per ciascuna delle due mutazioni sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>OMOZIGOTE SANO (sano)</li>
<li>ETEROZIGOTE (la mutazione si trova solo su uno dei due cromosomi 1)</li>
<li>OMOZIGOTE MUTATO (la mutazione si trova su ambedue i cromosomi 1)</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1626" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/cromosoma-1-300x90.jpg" alt="cromosoma 1" width="300" height="90" /></p>
<p><em>(Schema del cromosoma 1 e posizione del gene MTHFR. Ciascuno di noi ha due cromosomi 1)</em></p>
<p>Insieme ai dati ematici di concentrazione di Acido Folico e Vitamina B che ricordiamo entrano nei processi di smaltimento dell&#8217;omocisteina, questo valore fornisce il quadro della situazione.</p>
<p>In conclusione il valore di <em>omocisteina ematico e lo studio delle mutazioni dell&#8217;MTHFR sono un buon fattore predittivo nella malattia cardiovascolare</em>. Consiglio inoltre l&#8217;ottimo <a title="Cuore : Istituto Superiore Sanità" href="http://www.cuore.iss.it/default.asp" target="_blank">sito sulla salute del cuore</a> dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità e le <a title="Carte del rischio CardioVascolare - ISS" href="http://www.cuore.iss.it/valutazione/carte.asp" target="_blank">Carte del Rischio Cardiovascolare</a> del medesimo sito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Celiachia: esami clinici per la diagnosi ed il follow up</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2010/06/02/celiachia-diagnosi-followup/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 23:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Cliniche]]></category>
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		<description><![CDATA[La celiachia, od intolleranza permanente al glutine, è una malattia che sebbene sia classificata come rara, coinvolge circa una persona su 150. Si tratta di un&#8217;enteropatia in soggetti predisposti geneticamente. Il glutine è un complesso proteico formato da glutenina e gliadina contenuto in alcuni cereali quali orzo e frumento.

 Come è facile immaginare quindi il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>La celiachia, od intolleranza permanente al glutine, è una <a title="Normativa Celiachia" href="http://www.celiachia.it/leggi/rara.asp" target="_blank">malattia che sebbene sia classificata come rara</a>, coinvolge circa una persona su 150. Si tratta di un&#8217;enteropatia in soggetti predisposti geneticamente. Il <a title="Glutine - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glutine" target="_blank">glutine</a> è un complesso proteico formato da glutenina e gliadina contenuto in alcuni cereali quali orzo e frumento.</span></p>
<p><!-- adman --></p>
<p><span> Come è facile immaginare quindi il soggetto celiaco deve evitare una grande varietà di cibi derivati da tali prodotti. Segnalo l&#8217;ottima <strong>lista sugli alimenti consigliati </strong>nella <a title="Dieta per celiaci - celiachia.it" href="http://www.celiachia.it/dieta/alimentazione/abc_dieta.aspx" target="_blank">dieta per soggetti celiaci</a>. </span></p>
<p><span><span>Esiste un percorso diagnostico ben preciso per la diagnosi ed il follow-up <em>(&#8221;seguire il decorso&#8221;)</em> della malattia celiaca approvato dal Ministero della Salute che comprende analisi del sangue anticorpali, analisi genetiche ed esami invasivi quale la biopsia duodenale.</span></span></p>
<p style="margin: 0pt"><img class="alignnone size-full wp-image-1560" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/celiachia1.jpg" alt="celiachia" width="300" height="322" /></p>
<p style="margin: 0pt"><em>(Molti prodotti alimentari tipici della cultura culinaria mediterranea contengono glutine.)</em></p>
<p>In questo post affronteremo gli esami laboratoristici.</p>
<p>Per apprendere a fondo il significato di quanto verrà detto consiglio la lettura del post su <a title="Antigeni ed anticorpi - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/03/10/antigeni-anticorpi-sigle-analisi/" target="_blank">antigeni ed anticorpi </a>e del post sull&#8217;<a title="Lettura referti - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/04/09/lettura-referti-analisi-cliniche/" target="_blank">interpretazione dei referti</a>.</p>
<p>I test che possono essere eseguiti su sangue sono:</p>
<ul>
<li>Anticorpi anti transglutaminasi (IgG – IgA)</li>
<li>Anticorpi anti endomisio (EmA)</li>
<li>Anticorpi anti gliadine (AGA) (IgG – IgA)</li>
<li>HLA &#8211; DQ2 DQ8</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1557" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/senza-glutine.jpg" alt="senza glutine" width="300" height="298" /></p>
<p><em>(Ormai non è difficile trovare alimenti privi di glutine e provvisti di tale marchio)</em></p>
<h2>Anti transglutaminasi (IgG – IgA)</h2>
<p>Le <strong>transglutaminasi</strong> intestinali sono enzimi coinvolti nel processo di assimilazione del glutine. <strong>A seguito</strong> <strong> di ingestione di glutine</strong> <strong>vengono normalmente prodotte</strong> sulla superficie dell&#8217;intestino e <strong>nel soggetto celiaco vengono riconosciute come antigene da attaccare</strong>. Ecco perchè c&#8217;è formazione di anticorpi specifici. Si studiano sia le<strong> IgA</strong> che le <strong>IgG</strong>, queste ultime importanti nel caso in cui le IgA totali nel sangue fossero in quantità molto bassa (deficit da IgA).</p>
<p>Questo tipo di test è utile sia alla diagnosi <em>(&#8221;c&#8217;è la malattia?&#8221;)</em> che al follow-up <em>(&#8221;come sta andando?&#8221;)</em>. Da notare che possono esserci casi di falsi negativi se nei giorni precedenti il prelievo il soggetto , seppur celiaco, non ha ingerito glutine. Il valore positivo alle anti transglutaminasi deve negativizzarsi o comunque abbassarsi dopo l&#8217;instaurazione di una dieta per celiaci proprio perchè l&#8217;intestino non dovrebbe più produrre transglutaminasi (antigene) per scindere il glutine.</p>
<h2>Anti endomisio (EmA)</h2>
<p>L&#8217;endomisio costituisce uno strato che riveste la muscolatura intestinale, normalmente non esposto all&#8217;attacco da parte del sistema immunitario. A seguito della continua infiammazione perpetrata nella patologia celiaca a danno del lume intestinale (la cavità dove scorre il cibo da digerire) l&#8217;endomisio stimola la produzione di anticorpi utili anch&#8217;essi alla diagnosi ed al follow-up della malattia celiaca. Segnalo che si può avere positività a tali anticorpi anche in presenza di <a title="Dermatite herpetiforme" href="http://www.schaer.com/it/celiachia-dieta/informazioni-a-z/dermatite-erpetiforme-dhuring/" target="_blank">dermatiti herpetiformi </a>(altra patologia legata all&#8217;ingestione di glutine ma diversa dalla celiachia).</p>
<h2>Anticorpi anti gliadine</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1555" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/glutine.jpg" alt="glutine" width="300" height="153" /></p>
<p><em>(Composizione del glutine)</em></p>
<p>Come dice la parola stessa tale esame è volto alla ricerca di anticorpi specifici per le gliadine. E&#8217; come se il nostro corpo percepisse come &#8220;pericoloso&#8221; tale molecola e reagisse pertanto con una risposta infiammatoria. A differenza quindi degli anticorpi descritti precedentemente questi legano<strong> una sostanza esogena</strong> (che viene generata esternamente al corpo). Questo esame ha una maggior validità se eseguito sui bambini in quanto la risposta anticorpale verso le gliadine sono le prime a sorgere in ordine di tempo.</p>
<h2>HLA DQ2-DQ8</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1567" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/celiachia-schemas.jpg" alt="celiachia schemas" width="500" height="159" /></p>
<p><em>(Eventi che concorrono nel morbo celiaco)</em></p>
<p>La celiachia come detto in precedenza è un&#8217;enteropatia che si manifesta in <strong>soggetti geneticamente predisposti</strong>. <em>Ciò significa che è una malattia insita nel nostro corredo genomico</em> e scatenata da fattori esterni (ingestione di glutine).   Il 90% dei celiaci è positivo per<em> (ossia possiede nel proprio DNA)</em> il gene HLA DQ2 che serve a produrre un recettore modificato delle cellule che presentano gli antigeni: <em>in parole povere tale recettore entra nel processo di riconoscimento della gliadina come sostanza estranea e pericolosa e scatena l&#8217;inizio della risposta immunitaria.</em> La stesa cosa dicasi per i geni HLA DQ8 (10% dei celiaci positivi).</p>
<p>Segnalo il sito aggiornato <a href="http://www.celiachia.it">www.celiachia.it</a></p>
<p><em>Dott. Mileto Carrubba</em></p>
<p><em>Biologo</em></p>
<p><span style="text-indent: 0px;border-collapse: separate;font: medium 'Times New Roman';letter-spacing: normal;color: #000000"><span style="font-size: 16px"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Funzionalità renale: quali esami eseguire? (parte seconda)</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2010/05/26/funzionalita-renale-quali-esami-eseguire-parte-seconda/</link>
		<comments>http://ilbugiardino.info/2010/05/26/funzionalita-renale-quali-esami-eseguire-parte-seconda/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 23:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo secondo post dedicato alla valutazione della funzionalità renale continuiamo la nostra rapida carrellata sugli indicatori di uso più comune nella pratica clinica.
Acido urico serico (uricemia)
valori normali: 4-7 mg/dL

(Esempio di fenomeno gottoso provocato dal deposito di acido urico. Tratto dal sito http://gout-treatments.org)
L&#8217;acido urico è un prodotto finale del catabolismo delle purine, sia endogene che introdotte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">In questo secondo post dedicato alla valutazione della funzionalità renale continuiamo la nostra rapida carrellata sugli indicatori di uso più comune nella pratica clinica.</p>
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Acido urico serico (uricemia)</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>valori normali: 4-7 mg/dL</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1485" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/gotta-300x291.jpg" alt="gotta" width="300" height="291" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Esempio di fenomeno gottoso provocato dal deposito di acido urico. Tratto dal sito <a href="http://gout-treatments.org">http://gout-treatments.org</a>)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;acido urico è un prodotto finale del catabolismo delle purine, sia endogene che introdotte con l&#8217;alimentazione. Viene normalmente escreto dai reni in quantità tale da tenere il valore ematico nei range di normalità. Tipico esempio di patologia legata all&#8217;uricemia elevata è la gotta. Ricordo inoltre che l&#8217;acido urico è responsabile della formazione della maggior parte di calcoli urinari.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-full wp-image-1486" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/Calcoli_AcidoUrico.jpg" alt="Calcoli_AcidoUrico" width="280" height="180" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Calcoli di acido urico. Tratto da </em><a href="http://www.calcolosirenale.it"><em>http://www.calcolosirenale.it</em></a><em>)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;acido urico può aumentare a seguito di errata alimentazione o perchè il nostro corpo ne produce troppa, ma anche ( ed è il caso che ci interessa in questo post) per ridotta escrezione renale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Clearance renale</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1487" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/514px-Physiology_of_Nephron-257x300.png" alt="514px-Physiology_of_Nephron" width="257" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Immagine tratta da Wikipedia. Notare la complessità degli scambi -1,2,3 e 4 tipici e diversi per ciascuna sostanza filtrata.)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Per clearance renale intendiamo il volume di plasma depurato di una sostanza nell&#8217;arco di un tempo</strong>. Tipicamente si esprime in<em> ml depurati in 1 minuto</em>. Per fare ciò deve essere eseguito un prelievo del sangue a digiuno e deve essere consegnata la<a title="Tipi di campioni biologici - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/04/21/campioni-biologici-esami-clinici/" target="_blank"> tanica con le urine delle 24 ore</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La clearance può essere effettuata studiando sostanze endogene od esogene. Per effettuare screening si preferisce la prima categoria in quanto i test sono più semplici e meno costosi (es. Cretinina clearance). Quelle esogene (es. inulina, PAI) devono essere effettuate in centri specializzati in quanto prevedono la somministrazione (esogene) di tali sostanze.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Cambiando le sostanze studiate il medico otterrà diverse valutazioni. Ad esempio mentre con la creatinina clearance si valuta il filtrato glomerulare(quanto “filtrano” i reni?) con il PAI (acido paraminoippurico) si può valutare il flusso plasmatico renale (quanto plasma sanguigno passa nei reni?) in quanto tale sostanza è sempre completamente escreta dai reni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Esame completo delle urine</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a title="Esame delle urine - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/03/17/esame-delle-urine-completo-vediamo-in-che-consiste-prima-parte/" target="_blank">Vedi post sull&#8217;esame delle urine </a></p>
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Proteinuria</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>normalmente assente</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a title="Diabete - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/05/12/diabete-esami-cinici-parte2/" target="_blank">Vedi Microalbuminuria</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Consiglio inoltre questo ottimo vademecum &#8220;<a title="Insufficienza renale - Regione Emilia Romagna" href="http://www.saluter.it/wcm/saluter/news/il_fatto/2005_gennaio_aprile/prev_insuffrenale/linkallegati/PIRPPERCORSI.pdf" target="_blank">Conoscere l&#8217;insufficienza renale</a>&#8221; a cura della Regione Emilia Romagna.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Dott.Mileto Carrubba</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Biologo</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Funzionalità renale: quali esami eseguire?</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2010/05/21/funzionalita-renale-quali-esami-eseguire/</link>
		<comments>http://ilbugiardino.info/2010/05/21/funzionalita-renale-quali-esami-eseguire/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 May 2010 23:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Cliniche]]></category>
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		<description><![CDATA[Il funzionamento dei reni è uno degli argomenti più complessi da studiare in quanto vengono coinvolte numerosissime nozioni di chimica e fisiologia. Per tale motivo i due post che seguono sull&#8217;argomento, sorvoleranno le nozioni tecniche alla base di quanto sarà detto. Rimando per ciò ai numero link proposti.


I reni sono organi deputati, oltre che alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">Il funzionamento dei reni è uno degli argomenti più complessi da studiare in quanto vengono coinvolte numerosissime nozioni di chimica e fisiologia. Per tale motivo i due post che seguono sull&#8217;argomento, sorvoleranno le nozioni tecniche alla base di quanto sarà detto. Rimando per ciò ai numero link proposti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p><!-- adman --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">I <a title="Reni - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rene" target="_blank">reni</a> sono organi deputati, oltre che alla produzione di ormoni quali ad esempio l&#8217;EPO (<a title="EPO - wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eritropoietina" target="_blank">eritropoietina</a>) o la renina, alla filtrazione del sangue.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In quanto tali, la valutazione della loro funzionalità è fondamentale laddove tale capacità sia ridotta per patologia od altro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Tali condizioni prendono il nome di <strong>insufficienze renali</strong> e possono essere<a title="Insufficienza renale ACUTA - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insufficienza_renale_acuta" target="_blank"> acute </a>o <a title="Insufficienza renale CRONICA - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insufficienza_renale_cronica" target="_blank">croniche</a>. Le prime spesso sono reversibili, le seconde, seppur a progressione graduale, possono degenerare in condizioni molto gravi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a title="Stadiazioni IR" href="http://www.fondazioneitalianadelrene.org/infoNefro/InsuffRenale/insufRenale.html" target="_blank">Le stadiazioni dell&#8217;insufficienza renale </a>vengono definite in base al VFG (<a title="VFG - wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Velocit%C3%A0_di_filtrazione_glomerulare" target="_blank">Velocità di filtrazione glomerulare</a>) di cui parleremo nel capitolo della Clearance.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1475" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/rene-195x300.jpg" alt="rene" width="195" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Rene. tratto da </em><a href="http://www.aic.cuhk.edu.hk"><em>http://www.aic.cuhk.edu.hk</em></a><em>)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Gli esami clinici principali per la valutazione renale sono:</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<ul>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Creatinina</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Azotemia</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Acido urico</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Esame completo delle Urine</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Clearance</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Proteinuria</div>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Creatinina</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>valori normali : 0,6-1,2 mg/dl</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/creatinina.jpg" alt="creatinina" width="194" height="175" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Molecola di creatinina)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La creatinina è una sostanza normalmente presente nel sangue come catabolita (ossia prodotto di degradazione) della<em> fosfocreatina</em> (sostanza che contiene energia chimica nei muscoli) e <em>relazionato direttamente alla massa muscolare del soggetto</em>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>La creatinina è esclusivamente endogena</strong>, ossia ha origine solo ed esclusivamente dal proprio corpo. In condizioni normali quindi un uomo atletico avrà un dosaggio di creatinina maggiore a quella di una donna sottopeso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Per cui i valori normali possono variare di molto da persona a persone. Nell&#8217;ambito però dello stesso soggetto è un parametro utile per valutare un problema renale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1478" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/filtraggio-creatinina-259x300.jpg" alt="filtraggio creatinina" width="259" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Complesso sistema di filtraggio e secrezione della creatinina a livello renale)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In condizioni normali infatti la creatinina passa il “setaccio renale” finendo nelle urine e tenendo costantemente basso il suo valore ematico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Quando c&#8217;è un danno renale tale valore nel sangue tende a crescere in quanto la sostanza si accumula non essendo completamente smaltita.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questo parametro quindi è utilissimo nel follow-up (“seguire l&#8217;andamento”) della patologia renale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Da notare che, proprio per quanto detto precedentemente, una <em>diminuzione importante della creatininemia</em> (creatinina ematica) può sussistere<em> a seguito di atrofie muscolari</em> (con relativa diminuzione della massa muscolare).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Azotemia</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>valori normali: 11-50 mg/dl</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-full wp-image-1480" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/carne.jpg" alt="carne" width="300" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Un valore alterato dell&#8217;azotemia è spesso correlato ad un&#8217;alimentazione sbilanciata e ricca in proteine)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;azotemia (azoto non proteico od urea sierica) rappresenta la componente preminente dell&#8217;azoto non proteico nel sangue ed è un ottimo indice dello stato di idratazione del paziente.<strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Ha origine, a differenza della creatinina, anche esogena ossia esterna all&#8217;organismo</strong>.<br />
Infatti deriva fondamentalmente dalla scomposizione delle proteine (tra cui quelle ingerite con gli alimenti) da parte del fegato. Come la creatinina viene secreta dai reni che ne mantengono il valore ematico basso. Ovviamente un aumento importante di può osservare dopo un pasto molto proteico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Tale valore però deve scendere in breve tempo. Il più delle volte però un valore sopra la media è indice di una sofferenza renale o comunque una patologia collegata ai reni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nel prossimo post continueremo la nostra breve digressione sugli <strong>esami per la funzionalità renale</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Dott.Mileto Carrubba</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Biologo</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Diabete: esami clinici e loro significato (seconda parte)</title>
		<link>http://ilbugiardino.info/2010/05/12/diabete-esami-cinici-parte2/</link>
		<comments>http://ilbugiardino.info/2010/05/12/diabete-esami-cinici-parte2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 23:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Cliniche]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Diabete]]></category>
		<category><![CDATA[anti-gad]]></category>
		<category><![CDATA[curva glicemica. glicemia]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[insulina]]></category>
		<category><![CDATA[microalbuminuria]]></category>
		<category><![CDATA[NIRAD]]></category>
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		<description><![CDATA[ In questo secondo post proseguiamo la descrizione degli esami utili alla diagnosi e prevenzione diabetologica. Rispetto gli esami descritti nel primo articolo sulla diagnosi diabetologica  questi vengono solitamente prescritti quando i precedenti abbiano dato adito a sospetti di diabete.

Emoglobina glicata (o glicosilata)

(Molecola di Emoglobina glicata)
L&#8217;emoglobina glicata (frazione dell&#8217;emoglobina Hb1Ac) è indice dei valori medi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"> In questo secondo post proseguiamo la descrizione degli esami utili alla diagnosi e prevenzione diabetologica. Rispetto gli esami descritti<a title="Diagnostica diabetologica - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/05/07/diabete-esami-parte1" target="_blank"> nel primo articolo sulla diagnosi diabetologica</a>  questi vengono solitamente prescritti quando i precedenti abbiano dato adito a sospetti di diabete.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Emoglobina glicata (o glicosilata)</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-full wp-image-1467" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/glicata.GIF" alt="glicata" width="123" height="277" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">(<em>Molecola di Emoglobina glicata)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;emoglobina glicata (frazione dell&#8217;emoglobina Hb1Ac) è indice dei valori medi di glicemia negli ultimi <em>quattro mesi</em>. Infatti il processo di <em>glicosilazione delle proteine</em> (ossia quanto zucchero vi si &#8220;attacca&#8221;) dipende ovviamente dai valori di glicemia nell&#8217;arco dell&#8217;intera giornata. Inoltre poichè l&#8217;emoglobina, proteina di cui sono ricchi i globuli rossi, segue il ciclo vitale di un globulo rosso in circolo, ossia 120 giorni, se ne deduce che studiandone la percentuale glicata avremo con buona approssimazione, un indice di controllo glicemico. Il valore normale è &lt; 6,4 %.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-full wp-image-1468" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/hba1c-hplc.png" alt="hba1c-hplc" width="244" height="303" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Tracciato cromatografico con separazione della frazione glicata &#8211; azzurra &#8211; dalle altre frazioni emoglobiniche. Archivio dell&#8217;autore)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Per sua natura tale esame non è tanto utile per la diagnosi di diabete quanto per la valutazione del controllo glicemico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Insulina</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1469" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/peptide-c-300x212.jpg" alt="peptide-c" width="300" height="212" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Forma immatura di insulina, come viene prodotta dal pancreas, con ancora &#8220;attaccato&#8221; il peptide-c,in giallo.  Immagine tratta dal sito </em><em>http://www.my-personaltrainer.it</em><em>)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;insulina viene studiata per confermare le diagnosi di diabete mellito tipo II (in cui a seguito di un aumento della stessa NON segue una diminuzione della glicemia) e per tutte quelle situazioni border line per le quali sono utili tutte le informazioni possibili. Spesso è associata alla <a title="Curva glicemica - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/05/07/diabete-esami-parte1" target="_blank">curva glicemica</a> col nome, ovviamente, di <strong>curva insulinemica</strong>. In tal caso il medico sarà in grado di osservare da una parte la risposta allo zucchero del pancreas e dall&#8217;altra la funzionalità dell&#8217;insulina nella riduzione glicemica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Peptide-C</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1470" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/fasi-insulina-300x159.png" alt="fasi insulina" width="300" height="159" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Fasi della produzione dell&#8217;insulina. A seguito della maturazione il peptide-c si staccherà ed avremo l&#8217;insulina matura ed attiva. Da notare che l&#8217;insulina esogena, ossia farmacologica,viene somministrata già in fase matura, senza peptide-c.)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il Peptide-c è un prodotto della maturazione biochimica e funzionale della molecola insulinica. Più precisamente è <strong>equimolare rispetto l&#8217;insulina</strong>, ossia per <em>ogni molecola di insulina prodotta si produce una molecola di peptide-c</em>. Detto questo, l&#8217;utilità del test risiede nel fatto che possiamo valutare con precisione <em>la produzione endogena dell&#8217;0rmone</em> (ossia prodotta dal nostro pancreas). E&#8217; utile sopratuttuto nel diabete mellito tipo I per vedere se c&#8217;è ancora produzione di insulina propria. Infatti<em> l&#8217;insulina assunta farmacologicamente non produce peptide-c.</em></p>
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Microalbuminuria</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">I reni,fisiologicamente, lasciano passare nelle urine bassissime quantità di proteine filtrandole dal sangue e per la precisione meno di<em> 30 milligrammi di albumina (la proteina più presente) in un giorno (24 ore).</em> La condizione di <strong>microalbuminuria</strong> è presente per definizione quando la concentrazione è compresa tra <strong>30 e 300 mg/24h</strong>.  Questa eventualità è da intendersi come un campanello d&#8217;allarme per ridotta funzione renale (spesso a seguito di diabete). Per valori maggiori a 300 mg/24h si dice che c&#8217;è macroalbuminuria, condizione in cui il funzionamento renale è già evidentemente compromesso. Per la ricerca di microalbuminuria occorre necessariamente la raccolta delle urine delle 24 (o 12) ore come descritto in un precedente <a title="Campioni da consegnare al laboratorio - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/04/21/campioni-biologici-esami-clinici/" target="_blank">articolo sui campioni da consegnare al laboratorio</a>.</p>
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Anti-GAD</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm">Un brevissimo cenno a questi anticorpi contro enzimi pancreatici che se presenti possono causare diabete di tipo I o un &#8220;<em>diabete di tipo 1,5</em>&#8221; o NIRAD (Non Insulin Requiring Autoimmune Diabete &#8211; Diabete NON insulino dipendente autoimmune). Rimando all&#8217;ottimo <a title="Anti-GAD - cardiometabolica.org" href="http://www.cardiometabolica.org/itaggiornamenti/story$num=32" target="_blank">articolo sull&#8217;Anti-GAD sul sito cardiometabolica.org</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Dott.Mileto Carrubba</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Biologo</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diabete: esami clinici e loro significato (prima parte)</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 23:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mileto Carrubba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Cliniche]]></category>
		<category><![CDATA[Focus Diabete]]></category>
		<category><![CDATA[curva glicemica. glicemia]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[ifg]]></category>
		<category><![CDATA[igt]]></category>
		<category><![CDATA[insulina]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranza al glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[ogtt]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Si tibi nulla sitim finiret copia lynphae narrares medici&#8221; Orazio , 65 A.C.
Se nessuna quantità d&#8217;acqua spegne la tua sete, parlane al medico.

Il diabete è una patologia conosciuta, almeno nei sui sintomi, sin dai tempi più antichi.

Solo negli ultimi anni però, grazie ai progressi della scienza medica, si è potuto dare risposte valide a questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><em>&#8220;Si tibi nulla sitim finiret copia lynphae narrares medici&#8221; </em>Orazio , 65 A.C.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Se nessuna quantità d&#8217;acqua spegne la tua sete, parlane al medico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Il diabete è una patologia conosciuta, almeno nei sui sintomi, sin dai tempi più antichi.</p>
<p><!-- adman --></p>
<p>Solo negli ultimi anni però, grazie ai progressi della scienza medica, si è potuto dare risposte valide a questa famiglia di patologie.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Il diabete mellito, una volta classificato in relazione alla terapia in<em> insulino dipendente</em> ed<em> insulino non dipendente</em>, oggi viene suddiviso in tipo I e tipo II (WHO-1997).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La patologia diabetica consiste nella non regolazione della glicemia (glucosio ematico &#8211; iperglicemia) con tutti i sintomi associati. Nel <strong>diabete mellito di tipo I</strong> il problema consiste nella<strong> mancata produzione di insulina</strong> da parte del pancreas. Nel<strong> diabete di tipo II l&#8217;insulina viene prodotta ma risulta non funzionale</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Per maggiori informazioni rimando all&#8217;articolo <a title="Diabete mellito - ilbugiardino.info" href="http://ilbugiardino.info/2010/05/07/diabete-mellito-basi-molecolari-e-classificazione/" target="_blank">sul diabete mellito de ilbugiardino.info </a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-full wp-image-1462" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/zucchero.jpg" alt="zucchero" width="300" height="225" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Molti autori concordano nel fatto che la maggiore insorgenza di diabete nell&#8217;era moderna sia dovuto all&#8217;uso esagerato di zuccheri raffinati nell&#8217;alimentazione)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Esistono delle linee guida per la diagnosi di diabete o di forme pre-diabetiche e queste comprendono l&#8217;esecuzione di diversi tipi di analisi che andremo a descrivere brevemente:</p>
<div style="margin-bottom: 0cm">
<ul>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">glicemia</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">curva glicemica dopo carico</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">emoglobina glicata</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">insulinemia</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">peptide-c</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">microalbuminuria</div>
</li>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm">Anti-GAD</div>
</li>
</ul>
<h2 style="margin-bottom: 0cm">La glicemia</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1463" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/glucosio-300x296.jpg" alt="glucosio" width="300" height="296" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>(Molecola di glucosio)</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue al momento del prelievo. Tipicamente va eseguita a digiuno (almeno 8 ore) ed i suoi valori normali sono compresi tra 60 e 100 mg/dL. Se la glicemia a digiuno è <em>superiore a 126 mg/dL</em> (valore che deve essere ripetuto almeno una volta) il medico può già parlare di diabete. Per valori <em>compresi tra 100 e 126</em> bisogna eseguire ulteriori test per valutare se ci sia una condizione di <em>pre-diabete</em>: tale condizione è anche definita Alterata Glicemia a Digiuno (IFG) (<em>ADA 2005, American Diabetes Association</em>).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h2 style="margin-bottom: 0cm">Curva glicemica</h2>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignnone size-medium wp-image-1465" src="http://ilbugiardino.info/wp-content/upload/curva-glicemica-300x252.jpg" alt="curva glicemica" width="300" height="252" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span><span><em>(Esempio di andamento di curva glicemica, in questo caso prolungata a sei ore)</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">Chiamata anche OGTT  la curva glicemica consiste nell&#8217;esecuzione tipicamente di 6 o 3 prelievi a tempi predefiniti dopo l&#8217;assuzione per via orale di una soluzione contenente 75 gr di glucosio. Sebbene al medico occorrano tutti i valori per produrre una diagnosi accurata,<strong> il valore discriminante è quello a 120&#8242;</strong> dopo l&#8217;assunzione di glucosio.<em> Tale valore deve essere inferiore a 140 mg/dL</em>. Se è superiore a 200 si parla di diabete. Per valori compresi tra 140 e 200 si può emettere diagnosi di <strong>Ridotta tolleranza al Glucosio (IGT)</strong> (ADA 2005, American Diabetes Association).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nel prossimo post proseguiremo la descrizione degli esami di diagnostica diabetologica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Dott.Mileto Carrubba</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><em>Biologo</em></p>
</div>
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