Rapporti a rischio: quali esami eseguire (parte 2)

In questo secondo appuntamento spiegheremo velocemente il significato degli esami batteriologici che potrebbero esserci richiesti dal medico a seguito di un rapporto a rischio od in presenza di sintomi. Si tratta di patologie meno drammatiche di quelle descritte nella prima parte del post dedicato ai rapporti a rischio, in quanto tutte sostanzialmente curabili.

Resta inteso che una diagnosi precoce ne migliora la prognosi.

Questi esami possono essere eseguiti, a discrezione del medico curante, sia su tampone cervico-vaginale nella donna che su tampone uretrale o liquido seminale nell’uomo.

Ricerca germi comuni

crescita batterica

 

La più semplice delle analisi batteriologiche ma non per questo la meno importante. Può capitare che alcuni germi, “buoni” in alcune zone del corpo, risultino invece dannosi in altre sedi. Il caso più evidente è quello dell’ Escherichia coli, normalmente facente parte della flora intestinale, che ad esempio in ambito uretrale può essere causa di infezione.

Tale esame viene eseguito “mettendo in coltura” il materiale prelevato su piastra o in brodo. Questi contengono i nutrienti per i germi e possono contenere sostanze che blocchino la crescita di microorganismi non richiesti.

Qualora si sviluppi un germe patogeno, l’operatore lo identifica ed esegue l’antibiogramma. Quest’ultimo consiste nell’osservazione di crescita batterica in presenza di diversi antibiotici a diverse concentrazioni. Se il germe in esame non cresce si dice sensibile, se invece cresce si dice resistente. I laboratori più avanzati eseguono queste ultime fasi tramite sofisticate apparecchiature supportate anche da programmi definiti sistemi esperti, in grado di “consigliare” un antibiotico anche , ad esempio, sulla base della sua biodisponibilità nella sede d’infezione.

Ricerca miceti

candida-albicans

 

(Candida albicans – microscopio ottico)

Analogamente per la ricerca dei batteri, anche qui si mette in coltura il materiale per evidenziare l’eventuale crescita di miceti. Spesso si ottengono positività per la Candida, un lievito molto comune. Su richiesta è possibile effettuare l’antimicogramma, analogo all’antibiogramma.

Gonococco

neisseria

 

(Neisserie – diplococchi)

La ricerca della Neisseria gonorrhoeae può essere effettuata in diversi modi. Il metodo classico prevede lo studio diretto al microscopio del materiale prelevato, opportunamente colorato. Grazie a caratteristiche morfologiche tipiche è normalmente sufficiente per evidenziarne la presenza. Inoltre è possibile mettere in coltura il materiale prelevato e successivamente effettuare dei test chimici di identificazione.

Protozoi

trichomonas

(Trichomonas vaginalis – microscopio ottico)

Il protozoo che si cerca comunemente è il Trichomonas vaginalis. L’esame viene eseguito tramite ricerca diretta al microscopio “a fresco” o dopo opportuna colorazione. Spesso la presenza di Trichomonas viene accertata attraverso il comune esame delle urine.

Clamidia

clamydia

 

(Chlamydia – microscopio a fluorescenza)

Vista la difficoltà di far crescerlo in coltura, di questo germe è possibile cercarne l’antigene. In alternativa si ricerca al microscopio a fluorescenza.

Micoplasma ed ureaplasma

Esistono in commercio esami colturali di screening specifici per questi germi. Questi ne permettono l’identificazione , la conta e l’esecuzione di un antiobiogramma specifico.

Per tutti i patogeni che ho qui elencato esistono i test in biologia molecolare, volti alla ricerca del materiale genetico specifico. Tali test hanno una specificità praticamente assoluta ,una sensibilità elevatissima e tempi di esecuzione relativamente brevi (4-7 giorni) ma ancora hanno costi elevati per cui non vengono ancora chiesti in routine.

Dott.Mileto Carrubba

Biologo

 

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  1. sara

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