Elettroforesi proteica: impariamo a capire il protidogramma

Le proteine sono un gruppo complesso e numeroso di sostanze prodotte dal nostro corpo e comprendono gli enzimi, gli anticorpi, gli ormoni, molecole strutturali ed altro.

Spesso ci viene richiesto tra le analisi il protidogramma elettroforetico che consiste in un referto costituito da valori numerici e da un grafico. Cercheremo qui brevemente di spiegare il significato del grafico.

Capire il protidogramma

Quello che otteniamo col protidogramma è una “fotografia” delle proteine contenute nel sangue raggruppate per “frazioni”. Un buon osservatore potrà quindi, già dal grafico, individuare anomalie nella composizione proteica, senza dover necessariamente avere a disposizione i singoli dosaggi proteici (che ricordiamo sono numerosissime!). Le frazioni, come nel caso analogo della formula leucocitaria e dei globuli bianchi vengono definite singolarmente in percentuale sulle proteine totali.

  • Proteine totali: valore normale 6,6-8,8 g/dL

Le frazioni si ottengono separando tramite cromatografia le proteine in base alla loro forma e carica elettrica. Il grafico con le curve è la proiezione fatta dal computer delle concentrazioni rilevate. Qualora si utilizzi la tecnica in gel d’agarosio o cellulosa, si ottiengono una serie di bande che un software “proietterà” sul grafico. Questa è la chiave di lettura delle immagini che seguono.

Le frazioni del protidogramma

Abbiamo 5 frazioni (6 se dividiamo le beta in 1 e 2)

  • Albumina (% nomale 52-68)

  • Alfa 1 (% normale 2-5)

  • Alfa 2 (% normale 6,6-13,5)

  • Beta (% normale 8,5-14,5)

  • Gamma (% normale 11-21)

ciascuna individuata da una “gobba” sul protidogramma.

Elettroforesi proteica: impariamo a capire il protidogramma

(Protidogramma normale – archivio dell’autore)

Le diverse frazioni comprendono molte proteine.

Elettroforesi proteica: impariamo a capire il protidogramma

(Proteine più rappresentative nel protidogramma)

Il protidogramma normale rispecchia i valori sopra citati per cui è facile fare confronti con protidogrammi patologici.

La forma patologica più facilmente riconoscibile nel protidogramma riguarda la gammopatia (l’aumento delle immunoglobuline contenute nella frazione gamma). Questa può essere monoclonale se sostenuta da un solo tipo di immunoglobuline (un picco stretto ed alto - vedi immagine seguente) o policlonale se sostenuto da più tipi di immunoglobuline (un picco ampio).

Elettroforesi proteica: impariamo a capire il protidogramma

(Protidogramma da paziente con gammopatia monoclonale)

Come nel caso dell’emocromo, già trattato in altri articoli, l’elettroforesi delle proteine è un tipo di analisi multiparametrica, ossia che rivela più di un valore per cui l’interpretazione finale dei dati deve essere sempre valutata da uno specialista del settore in quanto motlo complessa. A riprova di ciò,per i più curiosi , segnalo una tabella di interpretazione del protidogramma che ho compilato come promemoria per il mio Laboratorio raggruppando dati presi da diversi testi.La tabella mostra solo alcune condizioni fisiopatologiche e relative variazioni sulle frazioni (+ aumento – diminuzione N normale).

Dott. Mileto Carrubba
Biologo

pubblicato in: Analisi Cliniche
da: Mileto Carrubba

Un commento su “Elettroforesi proteica: impariamo a capire il protidogramma”

  1. Esami del sangue per la valutazione del fegato | Ilbugiardino

    [...] come detto in precedenza, ha anche la funzione di ghiandola. Infatti produce moltissime proteine; consiglio la lettura dell’articolo sul protidogramma elettroforerico. Una di esse, la colinesterasi, viene utilizzata come indice di valutazione dell’attività [...]

Commenta il post