Pressione Arteriosa: perchè la misuriamo e quali sono i valori ottimali?
Tra i tanti servizi che oggigiorno la farmacia può offrire, quello più richiesto è sicuramente la misurazione della pressione!
Questa importante e delicata “pratica” rappresenta per il farmacista un momento fondamentale di interazione e confronto con il cliente, in quanto può fornire uno spunto per chiedere informazioni sullo stato di salute della persona.
Capita spesso che, durante una misurazione, la semplice domanda: “Come va signora/e, si sente bene?” , diventa la chiave giusta per aprire la porta a tutta una serie di problematiche (mal di testa, ronzio auricolare, disturbi visivi, vertigini, arrossamento al viso, palpitazioni) che la persona tende ad accantonare come poco rilevanti ma che nel complesso possono identificare una qualche sofferenza fisica.
La pressione arteriosa può rappresentare, quindi, uno strumento molto importante, non solo per seguire lo stato generale del cliente, ma anche per adattare il consiglio farmacologico in base all’ andamento di questo parametro.
Cos’ è la pressione arteriosa?
La pressione arteriosa sistemica è, appunto, la pressione (forza) esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie durante le due fasi dell’ attività cardiaca: contrazione del ventricolo sinistro (sistole) ed il suo rilassamento (diastole). Per questo motivo il valore della pressione, misurato in millimetri di mercurio (mmHg), è dato da due numeri:
- il primo identifica il valore massimo di pressione (pressione arteriosa sistolica o massima) misurato durante la fase di contrazione del cuore;
- il secondo è il valore minimo di pressione (pressione arteriosa diastolica o minima) misurato in fase di rilassamento cardiaco.
Perché si misura?
E’ ormai scientificamente provato che una pressione arteriosa “bassa” è un fattore indiscutibile di longevità. Di contro, valori persistenti di pressione arteriosa al di sopra della norma determinano uno stato patologico denominato ipertensione arteriosa, che rappresenta uno dei principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari, oltre a comportare gravi danni d’ organo (rene ed occhi).

Il controllo preventivo della pressione arteriosa è fortemente raccomandato, in quanto molti ipertesi sono tali senza saperlo. L’ ipertensione, infatti, non comporta sintomi soggettivi che possono mettere in allarme il paziente (non a caso questa patologia è anche chiamata killer silenzioso), e spesse volte la si scopre durante un controllo medico occasionale.
Quali sono i valori normali di pressione arteriosa?
L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito i seguenti valori di pressione arteriosa:
|
Pressione arteriosa |
Sistolica |
Diastolica |
|
Ottimale |
< 120 |
< 80 |
|
Normale |
120-129 |
80-84 |
|
Normale-Alta |
130-139 |
85-89 |
|
Ipertensione grado 1 (lieve) |
140-159 |
90-99 |
|
Ipertensione grado 2 (moderata) |
160-179 |
100-109 |
|
Ipertensione grado 3 (grave) |
>180 |
>110 |
|
Ipertensione sistolica isolata |
>140 |
>90 |
Detto questo è obbligatorio precisare che i dati ottenuti da singole misurazioni vanno interpretati con cautela in quanto la pressione arteriosa è soggetta ad oscillazioni ed è opportuno misurarla più volte per poter fare una diagnosi sicura:
- la pressione arteriosa aumenta, infatti, con l’ età, come coseguenza della maggiore rigidità dei vasi;
- subisce variazioni (sia nei valori di massima che di minima) anche durante la giornata: è più alta al mattino, appena svegliati, si riduce durante la giornata e tende ad aumentare di nuovo verso sera per tornare poi a abbassarsi nel corso della notte;
- Aumenta anche con il freddo (periodo invernale) o il dolore, mentre diminuisce con il riposo ed il sonno;
- la pressione aumenta inoltre durante uno sforzo fisico o come conseguenza di fattori emotivi (capita spesso che alcune persone si emozionino quando devono farsi misurare la pressione, e questo può bastare a farla salire).
Le 5 regole d’ oro per mantenere la pressione arteriosa a valori ottimali:
La prevenzione, ne sono convinta, è la migliore arma a nostra disposizione per garantirci un benessere duraturo nel tempo ed il primo passo verso questo obiettivo consiste nel mettere in atto un corretto stile di vita. Ecco le 5 regole base per prevenire l’ aumento della pressione arteriosa e, in caso di ipertensione lieve, per trattarla senza farmaci:
- alimentazione sana: ridurre il consumo di sale! Noi mangiamo molto più sale del necessario, sarebbe già sufficiente quello presente naturalmente negli alimenti;
- ridurre il peso corporeo nelle persone in sovrappeso e negli obesi;
- praticare una regolare attività fisica di moderata intensità (basterebbero 30 minuti di cammino a passo svelto al giorno);
- abolire il fumo;
- moderare il consumo di vino e superalcolici.
Se ci soffermiamo attentamente su queste poche e semplici regole, possiamo notare che valgono sempre e non solo per la pressione, in quanto si tratta di indicazioni (neanche troppo restrittive) per mantenere un buono stato di salute generale.
Una considerazione che non mi stancherò mai di ripetere è che tali accorgimenti possono essere realizzati a qualsiasi età. E’ troppo comodo dire “beh ma a quest’età come faccio a cambiare abitudini? Se mi privo anche di questi piccoli piaceri cosa mi rimane?”. Capisco che una persona anziana possa avere maggiori difficoltà a modificare le proprie abitudini ma questo è il primo passo (ed anche il più importante) per migliorare la propria vita, e per ridurre la più comoda ma anche più rischiosa dipendenza dai farmaci!
Non è mai troppo tardi per migliorare il proprio stile di vita!

Ciao Catia,
17 febbraio 2009 , 23:25ottimo argomento.Giustissimo ridurre il sale,purtroppo come evidenzi,
ne ingeriamo tantissimo dai vari alimenti quotidiani.Per ovviare (spero)
al comune sale, sto facendo uso di sale rosa dell’hymalaia(ho letto da
qualche parte che dia meno problemi)Hai notizie in merito ?
Grazie per il contributo che dai con i tuoi argomenti.
Alvaro.
Ciao Alvaro e…AUGURI!
19 febbraio 2009 , 16:33Il sale rosa dell’Himalaya è un sale marino fossile puro e non sottoposto a processi di raffinazione, come, invece, lo è il comune sale da cucina; è esente da contaminazioni ambientali e chimiche per cui mantiene intatto il suo contenuto di minerali. A differenza del sale che usiamo tutti i giorni e che è stato “denaturato” di molti elemeni, tra cui lo iodio, il sale rosa contiene molti sali minerali ed oligoelementi (calcio, potassio, zinco, rame, zolfo, ferro e antiossidanti). Questo, tuttavia, non vuol dire che è privo del cloruro di sodio , il principale responsabile di ritenzione idrica e conseguente aumento del volume di sangue. Contenendo ben 84 minerali diversi, la sua consistenza ed il suo sapore esaltano forse in maniera più intensa il cibo, quindi in genere se ne consuma in minore quantità. Forse questo può essere considerato il vantaggio legato all’ uso del sale rosa. Quanto alle sue potenziali “proprietà antipertensive” è tutto da vedere in quanto, come ripeto, il sodio è comunque contenuto in alta percentuale, e non ci sono evidenze sperimentali che ne dimostrino la veridicità.
Fermo restando che è sempre preferibile consumare prodotti non raffinati, e quindi ricchi di tutti i loro naturali componenti (salvo alcune eccezioni), il mio consiglio è ridurre il consumo giornaliero di sale e quindi di prodotti in scatola (in cui il sale abbonda!) e mettersi ai fornelli con la voglia di mangiare sano, prima che “mangiare subito”!
Grazie e al prossimo commento!
Anche se ho dovuto leggere l’articolo molto velocemente mi sembra ben fatto,:-) … Mi permetto di farti una domanda: per misurarla, a pari condizioni, lo sfigmomanometro digitale da polso è altrettanto preciso rispetto a quello a mercurio? Grazie.
2 marzo 2009 , 18:35Come avrai certamente notato, sul mercato c’è ormai una vasta gamma di apparecchi per la misurazione della pressione arteriosa (a mercurio, aneroide, elettronici).Gli sfigmamanometri a scala di mercurio (attualmente più difficili da trovare viste le limitazioni imposte sull’ uso del mercurio) sono i classici apparecchi che troviamo in qualunque ambulatorio medico e sicuramente sono quelli più attendibili! Il limite più grande all’uso di questo modello è la difficoltà nella misurazione che prevede di “sentire” attraverso un fonendoscopio i valori pressori, anche se ad un esame attento questi valori si possono anche “vedere” direttamente dalla colonna al mercurio. L’ automisurazione della pressione arteriosa è reso più veloce ed anche più pratico dagli apparecchi elettronici, da braccio o da polso, i quali tuttavia hanno un’ attendibilità non così perfetta (in un apparecchio la cui precisione è stata provata e garantita l’intervallo di errore dovrebbe essere di + o – 3/5 mmHg)! Qualunque sia il tipo, è comunque consigliabile effettuare verifiche periodiche della taratura dello strumento. Per quanto riguarda gli apparecchi da polso le verifiche fatte dimostrano che sono poco attendibili! L’attendibilità della misurazione al polso dipende molto dal procedimento e dall’apparecchio usato, ma è in genere inferiore rispetto a quella al braccio, anche se più facile da eseguire.
7 marzo 2009 , 14:30Spero di averti dato una risposta soddisfacente, ma sarebbe interessante approfondire l’argomento, magari con un altro post!
A presto e grazie, Catia.
Vorrei sapere gentilmente del sale iodato, se va bene a chi ha la tiroide o viceversa grazie.
8 agosto 2009 , 18:53l’abuso di bevanda di thè verde fa innalzare la pressione? grazie
grazie
12 settembre 2009 , 10:40Ma chi soffre di sbalzi di pressione come deve fare a tenerla controllata e stabile ? Io ho di norma una pressione abbastanza regolare ma mi sono capitati alcuni sbalzi di pressione dove i valori sono arrivati a 150 – 100, ho iniziato una terapia farmacologica con mezza pastiglia ma si è abbassata troppo e ho dovuto interromperla. Tutto ciò considerando che ho 30 anni, non fumo, non bevo, sono di peso normale e mangio in modo equilibrato però gli sbalzi che ho avuto mi hanno dato diversi problemi, vertigini, disturbi della vista e aritmia. Grazie per la risposta
16 settembre 2009 , 20:45Ciao Vitale e benvenuto ne IlBugiardino!
25 settembre 2009 , 18:48La parola “abuso” indica già un consumo improprio di questa bevanda.
In realtà il tè verde è noto da tempo per i suoi numerosi effetti benefici sulla salute, in particolare per le sue proprietà depurative, digestive ed antiossidanti.
Alcune sostanze che lo compongono, le METILXANTINE (alcaloidi che comprendono CAFFEINA, TEOFILLINA e TEOBROMINA), hanno effetti stimolanti sul Sistema Nervoso Centrale, con conseguente aumento della concentrazione, riduzione del senso di affaticamento ed incremento del consumo di grassi a scopo energetico…ma anche nervosismo, irritabilità, tremori, insonnia, cui possono associarsi gli effetti collaterali della caffeina come nausea, aritmie o convulsioni…naturalmente conseguenti ad un consumo eccessivo!
L’innalzamento della pressione arteriosa dovuta al tè verde è legato a questa sua componente alcaloide (in particolare alla CAFFEINA), anche se tale effetto non solo scompare in pochi minuti, ma non sembra essere rilevante per lo sviluppo di ipertensione. Ti dirò di più: uno studio tutto italiano, condotto da un gruppo di ricercatori del Dottorato internazionale dell’ipertensione e biologia vascolare dell’università di Padova sembra dimostrare che il tè verde previene e cura l’ipertensione!!!
Ciò non toglie che un consumo moderato di tè verde, ma anche di altre bevande, anche se naturali, è sempre consigliato!
Grazie per la domanda e a presto!
Ciao, Catia.
Ciao Cristina
25 settembre 2009 , 19:00Gli sbalzi di pressione possono essere dovuti a diversi fattori e sicuramente sta al tuo medico capire quale tipo di strategia, farmacologica o meno, adottare per contrastarli. Un consiglio che posso darti è sicuramente quello di continuare ad adottare uno stile di vita sano ed equilibrato, aggiungendo movimento (passeggiate giornaliere se possibile) e magari prevenire i picchi ipertensivi con diuretici naturali, quali pilosella, betulla, ortosifon ecc…ma chiedi anche il parere del tuo medico curante sull’uso di queste piante (è importante che abbia sempre un quadro completo sulle tue abitudini)!
Purtroppo non posso fare di più se non darti qualche piccolo consiglio…aspetto tue buone nuove!
A presto, Catia!
Controllo quotidiana mente la pressione arteriosa. I valori sono 130/140 la massima e 50/70 la minima. Ho notato che la misurazione del braccio destro è più alta di circa 5/10 rispetto la sinistra. E’ normale quest’in conveniente? Ringrazio per la risposta.
26 ottobre 2009 , 15:24Ciao Livin!
4 novembre 2009 , 18:34Ti tranquillizzo subito: è assolutamente normale!…o almeno, lo è quando la differenza dei valori pressori delle due braccia non è superiore a 10mmHg per la pressione massima ed a 5 mmHg per la minima! E’ inoltre frequente che una persona (come nel tuo caso) abbia valori leggermente più elevati a destra, anche se non mancano i casi in cui succede il contrario.
Per questo motivo la misurazione della pressione dovrebbe essere effettuata inizialmente su entrambe le braccia, e in seguito dovrebbe essere sempre utilizzato il braccio che mostra i valori più elevati.
Grazie tante per la domanda…e scusa il ritardo della risposta!
Ciao, Catia.
Ciao.
Molto interessante il post sull’ipertensione e sulla misurazione della pressione arteriosa
Ho notato una variazione, anche sensibile, dei valori della pressione arteriosa in più misurazioni consecutive effettuate a casa con un apparecchio elettronico. Tale variazione, anche di 20 mmHg, è relativa soprattutto al valore della sistolica. In linea di massima ad una prima misurazione con pressione più alta seguono altre misurazioni che danno valori più bassi. Ad esempio stasera da un iniziale 158 si è subito scesi a 150 ed alla terza misurazione, immediatamente successiva, a 139 (con pressione diastolica compresa tra gli 85 ed i 75). Per me è importante sapere se i valori attendibili si aggirano intorno al 160 (spero proprio di no!) o ai 140, visto che si tratta di una persona con vari problemi di cuore e di sindrome metabolica, e che quindi effettua l’automisurazione quotidiana proprio per verificare l’efficacia delle terapie assegnatele! Il valore più attendibile dovrebbe essere il più basso oppure una media tra i tre risultati? Grazie per le preziose informazioni e per la risposta!
Un saluto, Alfonsa
PS (ovviamente al prossimo controllo la questione verrà fatta presente al cardiologo, ma io intanto non so quale dei risultati annotare nel diario quotidiano e quanto preoccuparmi per i valori massimi. Ancora grazie!)
3 gennaio 2010 , 22:44Ciao Alfonsa, grazie per il tuo intervento su IlBugiardino!
Oscillazioni anche importanti dei valori di pressione arteriosa sono normali, se consideriamo l’intero arco della giornata ma, nel tuo caso, si tratta di variazioni anomale (20mmHg?), in quanto le misurazioni sono state ripetute ad intervalli di tempo piuttosto brevi.
Rivolgersi al cardiologo è senza dubbio la cosa più giusta da fare…la seconda è far controllare la taratura dell’apparecchio elettronico.
Per rispondere comunque alla tua domanda, il mio consiglio è di ripetere sempre la misurazione (quando si tratta di apparecchi elettronici) per tre volte e considerare poi la media dei tre valori risultanti: questo perchè piccole oscillazioni sono sempre possibili e il valore più indicativo è in genere quello intermedio. Un’altra raccomandazione (di cui sicuramente non hai bisogno ma che ci tengo a sottolineare per chi leggerà il commento) è quella di far passare almeno 5 minuti tra una misurazione e quella successiva, con il paziente seduto e rilassato.
In bocca al lupo per la terapia della persona a te vicina! Spero di esserti stata utile, anche solo per un banale consiglio
10 gennaio 2010 , 11:16Grazie per i complimenti e per il commento!
A presto spero (facci sapere come procedono le misurazioni)!
Ciao, Catia.
Ciao Catia. Io “soffro” di pressione bassa, a volte anche troppo. L’ anno scorso vista la mia elevata attività fisica a livello aerobico e a una dieta molto ristretta mi sono ritrovato con valori della pressione a 90/65. L’ altro giorno mi sono recato dal mio medico curante per un controllo periodico e m’ ha misuratoi valori e sono rientrati nella norma 110/70. Sono normali i valori riscontrati? Ciao.
15 gennaio 2010 , 11:09Ciao Fabio!
21 gennaio 2010 , 13:14C’è una frase che avrai di sicuro sentito anche tu sui valori della pressione arteriosa, ossia “meglio bassa che alta”! …e in linea di massima è così, ma bisogna vedere quanto bassi sono questi valori.
Ovviamente se una pressione arteriosa molto bassa comporta uno stato di malessere, sarà necessario intervenire per contrastare questi effetti (in genere senza terapie farmacologiche ma semplicemente integrando con sali minerali e acqua).
Con la massima al di sotto dei 100 mmHg, si parla di ipotensione, caratterizzata da stanchezza, giramenti di testa, apatia: 90/65 sono perciò valori al di sotto della norma e che possono comportare questi disturbi.
110/70 rientrano invece nei valori ottimali di pressione arteriosa!
Grazie per il commento e a presto!
Ciao, Catia.
[...] Un’alta percentuale delle persone che si recano in farmacia, lo fa per misurare la pressione arteriosa. [...]
26 gennaio 2010 , 16:16